Due bellissime mostre alla Scottish Portrait Gallery

Il recente articolo di Eleonora mi ha fatto capire che il nostro blog, sebbene un po’ abbandonato, sia ancora seguito da diverse persone che risiedono in Italia. La cosa mi ha lasciato abbastanza colpito e al tempo stesso mi ha dato nuovi stimoli per riprendere a scrivere.

Negli ultimi mesi si sono succeduti un po’ di cambiamenti: uno di questi é che al lavoro di fotografo, che continuo con grande entusiasmo, ho affiancato il piu’ sicuro (remunativamente) lavoro part time di Gallery Attendant presso la Scottish Portrait Gallery, al numero 1 di Queen Street, nella New Town. Recentemente ho cominciato a seguire le press call e cosí oggi vorrei parlarvi di due mostre, entrambe gratuite, che hanno recentemente inaugurato presso la Portrait Gallery.

Iniziamo dalla BP Portrait Award 2014: a mio parere, questa é una delle migliori mostre che possiate trovare al momento a Edimburgo. Il BP Portrait Award é uno storico e quotatissimo premio istituito dalla National Portrait Gallery di London e sponsorizzato – come si puó intuire dal nome – dalla British Petroleum. Ogni anno, dopo l’esposizione alla galleria “cugina” di Londra, il BP Portrait viene esposto per qualche mese anche a Edimburgo. Giunto alla 25ª edizione, quest’anno il primo premio é andato al bel quadro di Thomas Ganter, un artista di Francoforte che ha messo in fila i 2377 partecipanti con il suo “Man with a Plaid Blanket”, ritratto di un senzatetto di nome Karel a cui l’artista tedesco ha dato dignitá e posa che di solito vengono riservate solo a re e santi.

Thomas Ganter, vincitore del primo premio con "Man with a Plaid Blanket", qui ripreso durante la Press Call per il BP Portrait Award 2014 alla Scottish National Portrait Gallery di Edimburgo.

Thomas Ganter, vincitore del primo premio con “Man with a Plaid Blanket”, qui ripreso durante la Press Call per il BP Portrait Award 2014 alla Scottish National Portrait Gallery di Edimburgo.

Personalmente, fra i 55 lavori esposti, i miei preferiti sono, insieme al vincitore, quello classificatosi come terzo dell’artista newyorkese Jon Kassan (“Letter to my mom”), che ha dedicato alla madre un ritratto emozionante e commuovente, e un altro quadro dedicato ai propri genitori, “My Parents” di Gary Sollars.

In ogni caso, gli artisti sono tanti e con stili molto differenti, ce n’é davvero per tutti i gusti, vi consiglio vivamente una visita. La mostra é situata al primo piano del bell’edificio di Queen Street e rimarrá aperta fino al 12 aprile 2015. Ecco qualche altra foto tratta dalla press call.

La galleria dove la mostra e' allestita al primo piano della Scottish National Gallery.

La galleria dove la mostra e’ allestita al primo piano della Scottish National Gallery.

A sinistra David Jon Kassan, "Letter to my Mom" (vincitore del terzo posto), a destra "Mother #1" di Yunsung Yang.

A sinistra David Jon Kassan, “Letter to my Mom” (vincitore del terzo posto), a destra “Mother #1” di Yunsung Yang.

A sinistra il quadro che ha vinto il secondo posto, Richard Twose, "Jean Woods". A destra Paul Benney, "Fergus".

A sinistra il quadro che ha vinto il secondo posto, Richard Twose, “Jean Woods”.
A destra Paul Benney, “Fergus”.

Un particolare del bel quadro di Paul Wright, "Simon Armitage"

Un particolare del bel quadro di Paul Wright, “Simon Armitage”

Gary Sollars, "My Parents"

Gary Sollars, “My Parents”

Isabella Waitling, "Gina and Cristiano" (con loro due presenti)

Isabella Waitling, “Gina and Cristiano” (con loro due presenti)

L’altra mostra di cui voglio parlarvi, che ha aperto il 6 dicembre, é “Ponte City” dei due fotografi Mikhael Subotzky e Patrick Waterhouse.

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A sinistra il britannico Patrick Waterhouse, a destra il sudafricano Mikhael Subotzky, fotografi del progetto Ponte City.

La mostre ripercorre 6 anni di storia di un edificio di Johannesburg molto famoso – Ponte City, di 54 piani – costruito negli anni 70 e che nel 2008 é stato oggetto di un lungo e travagliato restauro. I due fotografi sono entrati nell’edificio e nelle case di tutti gli appartamenti, scattando un’infinita’ di foto e raccogliendo documenti storici appartenenti agli inquilini sfrattati.

Il progetto é a mio parere di grandissimo interesse e le foto di reportage sono quelle che piú mi hanno colpito. In questi giorni in gallery mi sono accorto che non tutti riservano il giusto tempo per leggere i documenti e sfogliare le riviste allegate alla mostra, che mostrano aspetti interessanti sulle condizioni del Sudafrica post-apartheid. Se venite a visitarla, il mio modesto consiglio é quello di perdere qualche minuto in piú per capire bene la profonditá del progetto e non soffermarsi solo alla pura fotografia.

Detto questo, ecco qualche immagine della mostra che rimarrá aperta fino al 26 aprile 2015.

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Una delle foto che piú mi ha colpito della Mostra.

Una delle foto che piú mi ha colpito della Mostra.

Patrick Waterhouse mentre sfoglia una delle produzioni allegate al catalogo della Mostra. Sono interessanti almeno quanto le foto, non perdetele!

Patrick Waterhouse mentre sfoglia una delle produzioni allegate al catalogo della Mostra. Sono interessanti almeno quanto le foto, non perdetele!

Gli scatti ai programmi televisivi guardati dagli inquilini di Ponte City. Tutto é stato documentato con eccezionale meticolositá.

Gli scatti ai programmi televisivi guardati dagli inquilini di Ponte City. Tutto é stato documentato con eccezionale meticolositá.

Ancora i due fotografi della Magnum, sorridenti all'inaugurazione della Mostra.

Ancora i due fotografi della Magnum, sorridenti all’inaugurazione della Mostra.

Ricordo che la Scottish Portrait Gallery é aperta tutti i giorni della settimana, domeniche incluse, dalle 10 alle 17. Il giovedí la chiusura viene prolungata fino alle 19.

Tutte le foto sono © Roberto Ricciuti 2014 e non possono essere riprodotte senza l’autorizzazione dell’autore.

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Trovare lavoro a Edimburgo nel 2014

Qualche giorno fa avevo chiesto di cosa vorreste che si occupasse questo blog e tra le varie proposte fatte (non moltissime a dire il vero, tra facebook e il blog stesso) una delle prime esigenze erano le prospettive di lavoro qui a Edimburgo e gli errori da non commettere quando ci si trasferisce qui.

La vista su Edimburgo da Arthur Seat

La vista su Edimburgo da Arthur Seat

Siamo arrivati qui 1 anno fa e anche se non ho l’esperienza di chi è qui da molto più tempo, ho avuto modo di farmi un’opinione basata sulla nostra situazione e quella della cerchia di amici che frequento, quindi smaccatamente di parte e che di sicuro non prende in considerazione tutte le varie opportunità.

Io credo che la situazione lavorativa qui sia diversa dall’Italia, ma sta peggiorando e in modo abbastanza netto. Dai racconti di chi è arrivato qui 4-5 anni fa e la realtà che abbiamo affrontato io ed Eleonora (ma non solo) nell’ultimo anno, non ho visto moltissimi punti in comune. E l’impressione è che, come la crisi in Italia sia arrivata un po’ alla volta, anche qui il punto peggiore sia ancora lontano da raggiungere e nel frattempo la gente cominci a cautelarsi. Lavoro ce n’è, ma anche un’immigrazione a cui in Scozia non erano preparati. E che nei prossimi anni potrebbe pure aumentare.
E’ notizia di pochi giorni fa che l’immigrazione sia cresciuta del 30% nel corso del 2013 rispetto all’anno precedente. E questo è un dato che fa riflettere, visto che se ci sono tantissime persone che cercano il lavoro, ma il lavoro anzichè aumentare diminuisce, per quel posto farsi assumere diventa quasi una lotteria.

Partiamo subito da una considerazione: se uno è molto qualificato nel suo settore – in particolare quello informatico tira bene – e ha una bella esperienza alle spalle, qui di opportunità ce ne sono. Spesso a stipendi più redditizi di quelli italiani. Numerose multinazionali (Amazon ad esempio) hanno sedi qui a Edimburgo e cercano quasi sempre personale. Anche la concorrenza è alta, ma con un po’ di pazienza e di tempo i risultati dovrebbero arrivare.

Il vero problema nasce quando si ha alle spalle una carriera poco spendibile (vuoi per l’indirizzo di studi non molto facile per il lavoro, vuoi per delle esperienze non significative) e si viene qui anche in cerca di un’occupazione “bassa”. Anche per i lavori più umili, difatti, le assunzioni sono spesso piuttosto lunghe ed elaborate. Vi verrà richiesto di compilare la loro application, spesso accompagnandolo da un cv specifico per quel lavoro e da una adeguata covering letter (su internet ci sono numerosi esempi cercando “Curriculum vitae uk examples”), dopodichè se passerete questa selezione in genere arriva almeno un colloquio, ma spesso anche due o tre, magari di gruppo.
Insomma, vogliono essere ben sicuri di chi si prendono in casa. Proprio perchè la concorrenza è altissima anche per i lavori più umili, ci si aspetta un adeguato inglese, ecco perchè anche in passato ho insistito molto sul fatto di partire per cercare lavoro ad Edimburgo (o in genere per il regno unito) quando si è già piuttosto impratichiti, soprattutto con l’inglese parlato.

Nei ristoranti italiani si trova ancora abbastanza posto, ma non sempre è così immediato. Dipende un po’ dal periodo. Qui a Edimburgo la vita è particolarmente attiva in estate, così come in inverno la città muore un po’. Quindi è più facile trovare lavori stagionali durante il periodo estivo che però spesso si concludono a settembre/ottobre, ossia quando finisce il periodo caldo dei Festival.
D’inverno è molto più dura trovare lavoro nel settore della ristorazione, considerando anche le tantissime persone che perdono il lavoro a fine Fringe.

Il Royal Mile durante il periodo del Fringe Festival in agosto.

Il Royal Mile durante il periodo del Fringe Festival in agosto.

Insomma, uno dei primi consigli prima di partire che vi posso dare è di avere tanta pazienza e a volte nemmeno quella basta. Partire senza una sterlina in tasca può essere un azzardo pagato caro.
Noi stessi siamo partiti con un po’ di risparmi da parte perchè immaginavamo che i primi mesi sarebbero stati assai duri.
In ogni caso ho visto numerosi amici – quindi non solo io ed Eleonora – in questi mesi provare per molti lavori e molto spesso vedersi rifiutare.

Nel mio piccolo, dopo alcuni rifiuti, ho deciso di riprendere l’attività da autonomo che svolgevo anche in Italia, quella del fotografo. A dire il vero era un’idea che comunque coltivavo, le difficoltà riscontrate nel farmi assumere e alcune nuove opportunità professionali mi hanno spinto ad accelerare i tempi. Le tasse qui sono più appetibili, ma il lavoro da fotografo, così come molte altre libere professioni, richiede un lungo tempo per riuscire ad avere i contatti e le certezze economiche, oltre a una concorrenza enorme per un settore ambito da moltissime persone.

C’è poi un’ultima considerazione da fare, questa volta finalmente positiva. Venire qui e vivere qui (o comunque spostarsi all’estero, non per forza in UK) è una grossa opportunità per un’esperienza nuova che vi aprirà nuovi orizzonti e vi costringerà a imparare l’inglese anche se siete un po’ zucche come me. Questo tipo di esperienze non dà soldi, ma è sicuramente qualcosa che andrà a comporre un bagaglio importante della vostra esperienza di vita e che magari in futuro potrebbe tornarvi utile anche in Italia, se mai doveste tornare. 🙂

L’inaugurazione della mostra “Portraits of Italian Cinema”

La locandina della mostra tra Vittorio De Sica e Michelangelo Antonioni.

La locandina della mostra tra Vittorio De Sica e Michelangelo Antonioni. La mostra sarà presente alla Filmhouse fino al 22 marzo.

Si è inaugurata ieri sera, come già anticipato da questo blog, la mostra “Italian Cinema Portraits” presso il bar della storica Filmhouse di Edimburgo.

Tante le opere esposte e ottimo riscontro di critica e di pubblico nel giorno in cui il cinema italiano è tornato a vincere dopo 15 anni l’Oscar come miglior film straniero grazie al bellissimo film “La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino.

La mostra, organizzata da Carlo Pirozzi assieme all’Istituto Italiano di Cultura, accompagnerà l’Italian Film Festival in Scotland che si terrà nei prossimi giorni, dal 7 al 27 marzo.

Il direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo Stefania Del Bravo assieme a Carlo Pirozzi.

Il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo Stefania Del Bravo assieme a Carlo Pirozzi.

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Ecco alcuni momenti della serata e le opere degli studenti dell’Edinburgh College of Art e di alcuni artisti italiani residenti in Scozia.

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L'angolo riservato agli artisti italiani residenti in Scozia

L’angolo riservato agli artisti italiani residenti in Scozia

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Il bar della Filmhouse è in Lothian Road 88 a Edimburgo, praticamente di fronte all’Usher Hall.

A spasso per Cramond Village

Stamattina al nostro risveglio uno splendido sole illuminava Edimburgo così abbiamo deciso di farci un giro in qualche luogo un po’ “off the beaten path” e scorrendo la cartina ho notato Cramond Island, nella zona nord di Edimburgo e non lontano dall’aeroporto.

Mi sono informato un po’ su Internet e abbiamo deciso di andare a farci un giro li, prendendo l’autobus 41 in Princes Street diretto a Cramond. L’autobus non era pieno ma quando stavamo per scendere alla fermata “Craighouse Road” ci siamo accorti che praticamente tutti gli occupanti o quasi, una quindicina di persone, stavano scendendo con noi.

Nel frattempo il bel cielo senza una nuvola si era trasformato nel breve periodo del tragitto in un cielo piatto e grigio come spesso capita qui (mai fidarsi dello scottish weather!), però se non altro non ha mai piovuto!

Il nostro obbiettivo era andare sull’isola tramite il sottile percorso di poco più di un miglio che permette di arrivare direttamente sul mare, ma gli orari di alta marea ce li hanno impediti. Facciamo tesoro di questo errore per non ripeterlo la prossima volta che andremo.

Il cartello con gli orari delle maree, in fondo l'isola di Cramond.

Il cartello con gli orari delle maree, in fondo l’isola di Cramond.

Ne abbiamo approfittato per fare una bella passeggiata nei dintorni. Già prima di arrivare alla spiaggia, abbiamo potuto apprezzare il Cramond Village, la parte più antica del sobborgo di Crammond e tenuta assai bene.

Ecco qualche foto:

Cramond Kirk

Cramond Kirk

L'inizio del Crammond Village

L’inizio del Crammond Village

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La passeggiata sul mare nel Cramond Village

La passeggiata sul mare nel Cramond Village

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La maggiorparte del nostro tempo l’abbiamo però speso dall’altra parte, ossia dove c’è il collegamento pedonale all’isola.

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Eleonora

Eleonora

Come potete notare, di sole non era rimasto nulla, non avevo scherzato -.-

Nel punto in cui c’era l’alta marea, ci sono delle scalette, ormai praticamente immerse visto che erano già diverse ore che non si poteva più camminare.

Il punto in cui l'alta marea rende impossibile proseguire

Il punto in cui l’alta marea rende impossibile proseguire

Gli orari differiscono in base al calendario, per cui conviene controllare sul sito quando non ci sono le alte maree (in inglese High Tide). Qui ad esempio vengono indicate quelle per la Cramond Island.

http://www.britishbeaches.info/cramond-city-of-edinburgh/weather-tides

Visto che ormai eravamo li abbiamo approfittato per fare una passeggiata sull’affollata (specialmente da famiglie e da persone che portano il cane a spasso) promenade che parte proprio da quel punto.

Ecco qualche altra foto dei posti visti:

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In futuro ci ritorneremo certamente, sperando di poter raggiungere l’isola!

“Ritratti del cinema italiano” – una mostra a Edimburgo

Riprendiamo a parlare di eventi in questo blog dopo che per un po’ di tempo abbiamo tralasciato l’argomento.
Oggi vorrei parlare di una mostra che si terrà tra pochi giorni a Edimburgo presso il Cafè Bar della storica Filmhouse (88 Lothian Road) e che riguarda molto da vicino l’Italia.
Lunedi infatti ci sarà l’inaugurazione di “Portraits of Italian Cinema”, mostra ideata dal Dottor Carlo Pirozzi dell’Università di St.Andrews e che vede tra gli organizzatori Anine Bösenberg (Illustratrice all’Edinburgh College of Art), Jonathan Gibbs (Programme Director in Illustration all’Edinburgh College of Art) e il Dottor Pasquale Iannone (University of Edinburgh).

La Locandina della Mostra

Sarà una mostra italo-scozzese, in quanto tra i ritratti presenti ci sono opere sia di studenti dell’Edinburgh College of Art, sia di artisti italiani residenti in Scozia. Tra questi possiamo annoverare la nostra Eleonora Scalise, autrice di un’opera che trae ispirazione dalla figura della nota attrice Gina Lollobrigida.

“Gina Lollobrigida” di Eleonora Scalise, acrilico su carta e carta riciclata (2014)

Il fil rouge della mostra – cha accompagna l’Italian Film Festival in Scotland 2014, che inizia proprio tra pochi giorni – è  il cinema italiano: ci saranno ritratti di vari attori e registi del presente e del passato ed essendo una mostra collettiva di sicuro l’originalità e la varietà degli stili colpiranno i visitatori.
Ecco un’altra opera presente della bravissima Martina Peluso, un’altra artista italiana residente in Scozia.

“Toni Servillo” di Martina Peluso (illustrazione), 2014

La mostra verrà inaugurata lunedi 3 alle ore 6.30pm presso il bar della Filmhouse e sarà visibile in anteprima già da domenica 2 fino a domenica 23 marzo. Tra i promotori della mostra c’è l’Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo, sempre molto attento alle realtà italane presenti oltremanica.
Noi ci saremo, e voi? 🙂

Una settimana al Fringe Festival

Eccomi. Eh lo so, ci siamo fatti un po’ attendere, questa volta, avete ragione.
Qualcuno di voi mi ha contattato e mi ha chiesto che fine avessimo fatto: tranquilli, siamo sempre qui, abbiamo approfittato solo un po’ del bel tempo che abbiamo avuto per quasi 20 giorni e abbiamo fatto il pieno di vitamina D… sapete, qui non capita molto spesso.

Tutti al mare, anche noi (incredibile, questa foto è stata davvero scattata in Scozia!)

Tutti al mare, anche noi (incredibile, questa foto è stata davvero scattata in Scozia!)

Ora che il tempo è tornato ai consueti standard – pioggia, sole, nebbia, freddo, pioggia, sole, nebbia, freddo, … – anche il blog torna alla carica. So che in Italia fa un caldo pazzesco (mi verrebbe da dire “Beati voi”, ma per questa volta non lo farò!) anche perchè siamo in piena estate e qui estate fa rima con… Fringe Festival!

Qualcuno di voi lo conosce già, altri non ne avranno mai sentito parlare, così vi spiego un po’ cos’è.
Già qualche post fa avevo anticipato che Edimburgo è universalmente conosciuta come la città dei Festival: non passa mese senza che non ci sia qualcosa da festeggiare, c’è davvero di tutto. Agosto è da sempre il mese più importante. Ci sono infatti tantissimi festival a cominciare dall’originale, storico Festival Internazionale di Edimburgo, che attira da tantissimi anni più di 1 milione di persone, o come il bellissimo Military Tatoo o il meno celebrato ma non meno importante Book Festival.

Il Fringe, che è un insieme di spettacoli che variano dal cabaret alla danza, dalla commedia al teatro, dalle mostre alla musica, è nato inizialmente come festival alternativo al Festival. Nel corso degli anni il Fringe è diventato più importante del Festival stesso, almeno come dimensioni. Pensate che la guida del Fringe, che inizia ufficialmente il 2 agosto e termina il 26 dello stesso mese, consta di quasi 400 pagine in cui mediamente vengono presentati circa 8-10 spettacoli… fate voi i vostri conti!

Eleonora mentre legge la guida del Fringe Festival 2013. Dietro di lei, delle locandine.

Eleonora mentre legge la guida del Fringe Festival 2013. Dietro di lei, delle locandine.

La città cambia radicalmente durante il Festival, così come i prezzi degli affitti e dei voli che veramente aumentano a dismisura. Circolare diventa molto difficile, specialmente sulle due arterie principali, il bellissimo Royal Mile e Princess Street, popolati da numerosissimi artisti di strada. Possiamo dire che molta gente di Edimburgo vive per questo mese.

Io non l’ho mai visto ma la gente che abita qui me ne parla da quando sono arrivato e sono molto curioso di vedere cosa accadrà. Ho anche l’accredito fotografico e seguirò molti spettacoli italiani ma non solo…

Se in questo ultimo mese ci siamo fatti sentire poco, vedrete che nel prossimo leggerete di Edimburgo fin troppo!

A tal proposito, vi suggerisco di seguire anche la mia pagina su Facebook dove posterò giornalmente gli eventi che andrò a fotografare durante il Fringe: http://www.facebook.com/RobertoRicciutiPhotographer

Grazie a tutti e a presto!

Un nuovo amico

In questi giorni ci stiamo dando dentro con curriculum vitae, application per trovare lavoro e inglese… il freddo nei giorni scorsi non ha dato tregua e qui dicono che non è così normale un simile freddo a Maggio.. sarà, bisogna credergli, certo però uno pensa all’inverno e gli viene male. Oggi è stata invece una bellissima giornata, che ha sorpreso noi ma non gli scozzesi, pronti a uscire in maglietta a maniche corte appena il sole fa capolino per mezza giornata…

Dopo il corso di inglese io e Eleonora ci siamo incontrati ai giardini di Princess Street per goderci un po’ di sole (qui ormai c’è luce fino oltre le 22) e ci ha raggiunto dopo un po’ anche Giada, con un po’ di dolci per noi (yummm…..).

Ai giardini di Princes Street

Ai giardini di Princes Street

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Mentre eravamo li, si è avvicinato un temerario scoiattolino a sgranocchiare qualcosa che probabilmente è caduto a qualche turista. Pensavo scappasse subito, invece è rimasto a farci compagnia per un po’, per nulla impaurito della nostra presenza, anzi chiedendoci altre cose da mangiare!

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E’ rimasto li con noi una decina di minuti, poi contento e soddisfatto se n’è andato via sgattaiolando con la sua bellissima coda!

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E ho ancora il sorriso stampato sulla mia faccia 🙂 🙂 🙂

Giornate piene

Mentre vi scrivo una simpatica nuvoletta mi sta passando rapidamente davanti alla finestra… qui, nonostante siano le 20.08, il sole è ancora bello alto e immagino già lo spettacolo che sarà verso fine giugno/inizio luglio quando le giornate saranno lunghissime.

In questi giorni non siamo riusciti ad aggiornare il blog perchè siamo rimasti pochissimo a casa e quando c’eravamo dovevamo occuparci di altre cose. A dire il vero anche adesso dovrei dare una mano ad Eleonora che sta faticando in cucina con un bel pollo che sarà la nostra cena (chiedo venia ai lettori vegetariani) assieme alle immancabili verdure..

Bene, parliamo un po’ di questi giorni: mi sono iscritto a un nuovo corso di inglese in preparazione al First Certificate in English (FCE) che vorrei sostenere a luglio: in pratica è una certificazione che attesta che so l’inglese piuttosto bene, utile perchè richiesta in diversi lavori e anche per iscriversi a dei corsi al college (cosa che al momento non è prevista, ma chissà!).

Ho iniziato il corso questa settimana aggregandomi a un gruppo di 4-5 persone che era partito da poco… però, visto che la pratica fa sempre bene, in questo momento mi sto iscrivendo un po’ a tutto ciò che è possibile. Continuo a frequentare l’altro corso di inglese gratuito assieme a Eleonora (ma li le classi sono da 20 persone circa, e cambiano ogni volta) e in più oggi siamo finiti persino a una lezione free di un corso di meditazione organizzato sempre dall’ottima associazione The Welcoming (la stessa del corso di inglese da 20 persone). Che robe strane… pensare al proprio respiro mentre ti parlano in inglese è una sensazione nuova e qualche volta non si capisce, ma comunque rispetto ai primi giorni le difficoltà con la lingua sono davvero calate: è proprio vero, la pratica la si deve fare vivendo in un paese e parlando continuamente quella lingua.

Comunque c’è da dire che oggi mentre ero con gli occhi chiusi a respirare lentamente mi è anche venuto un po’ da ridere perchè mi son ricordato della scena in “Fight Club” in cui Edward Norton si iscriveva a ogni corso possibile pur di occupare il tempo.

In realtà la nostra principale occupazione è … cercare un’occupazione. Ovviamente sapendo meglio l’inglese le cose migliorano e sto cercando in ambito informatico, anche se non è facilissimo perchè anche qui chiedono sempre molti anni di esperienza in questo o quel settore.
Ovviamente non tralascio nulla, per cui in questi giorni ho cercato contatti per la fotografia e ieri ho svolto il mio primo servizio fotografico in Scozia, delle foto editoriali per un illusionista che lavorerà al Fringe Festival in agosto.

Il luogo in cui abbiamo svolto le foto era un posto molto bello che si chiama The Whisky Society e spero che il risultato sia apprezzabile.. ad ogni modo ho trascorso un tardo pomeriggio divertente e inusuale con Scott e Helen, la sua assistente, che hanno promesso di farmi tanta pubblicità visto che si sono trovati bene anche loro… bene, ora vi saluto che Eleonora ha bisogno di una mano, presto vi racconteremo anche altre novità.

Ciao amici, salutatemi l’Italia dove so che è finalmente arrivato il caldo!!! Qui comunque si sta bene e il sole fa capolino ogni giorno!

Il vento che viene dal mare e ti porta via cappello e cervello …

 

“Giorni ventolosi“ questi ad Edinburgh.

Tira un vento così forte che sembra quasi volerti portar via il cervello.

Un vento che pare, a detta degli scozzesi esser un vento caldo 😐 vi dirò che di caldo in questo momento ci sta solo la mia fetta di potato scone che si tosta nel tostapane, anyway 🙂 il vento però non ferma due cuori impavidi come noi, infatti ci siamo armati di santa pazienza e ieri siamo andati al Volunteer center, per sbirciare opportunità di volontariato nei settori che ci interessano di più. Io ho cercano nei musei e gallerie e Roberto informatica e fotografia, la cosa importante in questo momento è non fermarsi, conoscere il più possibile gente e cose  di questo paese, fare esperienza, e il volontariato ti permette questo, ed è cmq una cosa in più da mettere nel tuo CV visto che quassù è considerato alla pari di un lavoro pagato. Nel volunteer center ci hanno accolto molto bene, uno dei ragazzi ci ha spiegato molto gentilmente come e cosa fare e poi ci siamo messi a spulciare nei raccoglitori che erano a nostra disposizione.

Sempre qui abbiamo conosciuto una coppia di ragazzi italiani anche loro in fuga e alla ricerca di un futuro migliore. Devo dire che conoscere persone che come me e Roberto sono nella nostra stessa barca mi dà forza e mi incoraggia perché è inutile nasconderselo: non è mica tutto birra e fish & chips qui… ( frase un po’ Bersaniana no? :O).

Tra le tante cose “no easy” c’è ad esempio quando trovi una chiamata e vai in panico perchè non sai come rispondere, o trovi un messaggio in segreteria e lo ascolti tipo 10-20 volte perché quello che senti e capisci sono solo grugniti e parole soffocate.

E anche quando ti rendi conto che capisci solo il 5% di un discorso, il rimanente 95% si perde e si fa di nube nella testa pur non essendo ubriaca :D.

Però per fortuna ci sta il vento che si porta via non solo le cose ma anche i brutti pensieri e le ansie inutili :D.

 

E stasera si va al ristorante Libanese per il compleanno della mia sista 😀 sono molto curiosa di provarlo, in più in questo posto puoi portarti tu da bere “BYOB“ (Bring your own booze)… poi vi farò sapere ;).

 

 

Il National Insurance Number

Oggi, come annunciato nei giorni scorsi, era la grande giornata del colloquio per ottenere quello che qui è il corrispettivo del nostro codice fiscale, ossia il National Insurance Number.
L’appuntamento era alle 9.10 al Job Centre Plus in pieno centro (in South St Andrew Street, che in questo periodo è stravolta dai lavori in corso). Sono arrivato ovviamente un po’ prima e devo dire che ero piuttosto teso perchè non ero così sicuro di ottenerlo e inoltre temevo di non capire ciò che mi avrebbero chiesto.
In realtà il colloquio è stato molto più semplice e tranquillo del previsto. Mi hanno chiesto alcune informazioni basiche, come ad esempio dove vivevo prima di venire qui in Scozia e se avessi mai vissuto in altri paesi, ho portato con me il passaporto e la “proof of address”, ossia la carta firmata dall’agenzia in cui attestava il nostro ingresso in casa nuova per domani.
Per loro è importante capire le vere intenzioni di chi arriva qui, se sia di passaggio o con intenzioni serie, d’altra parte stanno ricevendo un grosso flusso migratorio dai paesi del Sud Europa (Spagna e Italia su tutti) e quindi giustamente si vogliono tutelare. Il fatto di avere 36 anni ha giocato probabilmente a mio favore, perchè avranno capito che ormai i colpi di testa sono rari alla mia veneranda età e che ho intenzioni molto serie! 🙂
Insomma, ora devo aspettare 10 giorni per ricevere via posta a casa il National Insurance Number definitivo, ma posso già cercare lavoro e utilizzare quello provvisorio. Nel caso ci fossero dei problemi, ma mi auguro tanto di no, mi chiameranno e mi riconvocheranno per i chiarimenti del caso.

Mentre aspettavo che Ele terminasse il suo colloquio, ho dato un’occhiata ai lavori in offerta. Nel Job Centre c’era infatti una serie di colonne dove si potevano cercare le inserzioni di lavoro e stampare quelle più interessanti, utilizzando anche diversi campi di ricerca di settore. Ci sono lavori di tutti i tipi e l’impressione è che qui in Scozia si faccia molta meno fatica a trovarlo che non in Italia. Non parliamo poi di retribuzioni: è vero che la vita qui costa mediamente di più (ma più che altro perchè il metro di misura è la sterlina che vale più dell’euro), ma le retribuzioni medie sono superiori… speriamo bene, incrociamo le dita, ora arriva la fase piu’ difficile, la ricerca del lavoro.

Dopo il colloquio siamo andati a sentire in banca per aprire un conto, cosa che qui ti rende molto più professionale. Non serve aprire un conto da 1000 sterline, Giada quando l’ha fatto ci ha messo 1£, l’importante è che sia basico così al momento non hai spese. Ci hanno però dato appuntamento tra una settimana, e vabbè, vorrà dire che aspetteremo… 🙂

Eleonora per le strade di Leith

Eleonora per le strade di Leith

Nel pomeriggio abbiamo girato un po’ per Leith, alla ricerca di qualche scorcio suggestivo per delle foto… la giornata piatta e grigia non ha aiutato molto, ma quel che contava era ritirare fuori la mia D700 che finora non era stata ancora utilizzata qui a Edimburgo…

Il grigio cielo di Leith

Il grigio cielo di Leith

Domani nel primo pomeriggio si entra a casa nuova in Albert Street… non vedo l’ora! Ciao amici!