Trovare lavoro a Edimburgo nel 2014

Qualche giorno fa avevo chiesto di cosa vorreste che si occupasse questo blog e tra le varie proposte fatte (non moltissime a dire il vero, tra facebook e il blog stesso) una delle prime esigenze erano le prospettive di lavoro qui a Edimburgo e gli errori da non commettere quando ci si trasferisce qui.

La vista su Edimburgo da Arthur Seat

La vista su Edimburgo da Arthur Seat

Siamo arrivati qui 1 anno fa e anche se non ho l’esperienza di chi è qui da molto più tempo, ho avuto modo di farmi un’opinione basata sulla nostra situazione e quella della cerchia di amici che frequento, quindi smaccatamente di parte e che di sicuro non prende in considerazione tutte le varie opportunità.

Io credo che la situazione lavorativa qui sia diversa dall’Italia, ma sta peggiorando e in modo abbastanza netto. Dai racconti di chi è arrivato qui 4-5 anni fa e la realtà che abbiamo affrontato io ed Eleonora (ma non solo) nell’ultimo anno, non ho visto moltissimi punti in comune. E l’impressione è che, come la crisi in Italia sia arrivata un po’ alla volta, anche qui il punto peggiore sia ancora lontano da raggiungere e nel frattempo la gente cominci a cautelarsi. Lavoro ce n’è, ma anche un’immigrazione a cui in Scozia non erano preparati. E che nei prossimi anni potrebbe pure aumentare.
E’ notizia di pochi giorni fa che l’immigrazione sia cresciuta del 30% nel corso del 2013 rispetto all’anno precedente. E questo è un dato che fa riflettere, visto che se ci sono tantissime persone che cercano il lavoro, ma il lavoro anzichè aumentare diminuisce, per quel posto farsi assumere diventa quasi una lotteria.

Partiamo subito da una considerazione: se uno è molto qualificato nel suo settore – in particolare quello informatico tira bene – e ha una bella esperienza alle spalle, qui di opportunità ce ne sono. Spesso a stipendi più redditizi di quelli italiani. Numerose multinazionali (Amazon ad esempio) hanno sedi qui a Edimburgo e cercano quasi sempre personale. Anche la concorrenza è alta, ma con un po’ di pazienza e di tempo i risultati dovrebbero arrivare.

Il vero problema nasce quando si ha alle spalle una carriera poco spendibile (vuoi per l’indirizzo di studi non molto facile per il lavoro, vuoi per delle esperienze non significative) e si viene qui anche in cerca di un’occupazione “bassa”. Anche per i lavori più umili, difatti, le assunzioni sono spesso piuttosto lunghe ed elaborate. Vi verrà richiesto di compilare la loro application, spesso accompagnandolo da un cv specifico per quel lavoro e da una adeguata covering letter (su internet ci sono numerosi esempi cercando “Curriculum vitae uk examples”), dopodichè se passerete questa selezione in genere arriva almeno un colloquio, ma spesso anche due o tre, magari di gruppo.
Insomma, vogliono essere ben sicuri di chi si prendono in casa. Proprio perchè la concorrenza è altissima anche per i lavori più umili, ci si aspetta un adeguato inglese, ecco perchè anche in passato ho insistito molto sul fatto di partire per cercare lavoro ad Edimburgo (o in genere per il regno unito) quando si è già piuttosto impratichiti, soprattutto con l’inglese parlato.

Nei ristoranti italiani si trova ancora abbastanza posto, ma non sempre è così immediato. Dipende un po’ dal periodo. Qui a Edimburgo la vita è particolarmente attiva in estate, così come in inverno la città muore un po’. Quindi è più facile trovare lavori stagionali durante il periodo estivo che però spesso si concludono a settembre/ottobre, ossia quando finisce il periodo caldo dei Festival.
D’inverno è molto più dura trovare lavoro nel settore della ristorazione, considerando anche le tantissime persone che perdono il lavoro a fine Fringe.

Il Royal Mile durante il periodo del Fringe Festival in agosto.

Il Royal Mile durante il periodo del Fringe Festival in agosto.

Insomma, uno dei primi consigli prima di partire che vi posso dare è di avere tanta pazienza e a volte nemmeno quella basta. Partire senza una sterlina in tasca può essere un azzardo pagato caro.
Noi stessi siamo partiti con un po’ di risparmi da parte perchè immaginavamo che i primi mesi sarebbero stati assai duri.
In ogni caso ho visto numerosi amici – quindi non solo io ed Eleonora – in questi mesi provare per molti lavori e molto spesso vedersi rifiutare.

Nel mio piccolo, dopo alcuni rifiuti, ho deciso di riprendere l’attività da autonomo che svolgevo anche in Italia, quella del fotografo. A dire il vero era un’idea che comunque coltivavo, le difficoltà riscontrate nel farmi assumere e alcune nuove opportunità professionali mi hanno spinto ad accelerare i tempi. Le tasse qui sono più appetibili, ma il lavoro da fotografo, così come molte altre libere professioni, richiede un lungo tempo per riuscire ad avere i contatti e le certezze economiche, oltre a una concorrenza enorme per un settore ambito da moltissime persone.

C’è poi un’ultima considerazione da fare, questa volta finalmente positiva. Venire qui e vivere qui (o comunque spostarsi all’estero, non per forza in UK) è una grossa opportunità per un’esperienza nuova che vi aprirà nuovi orizzonti e vi costringerà a imparare l’inglese anche se siete un po’ zucche come me. Questo tipo di esperienze non dà soldi, ma è sicuramente qualcosa che andrà a comporre un bagaglio importante della vostra esperienza di vita e che magari in futuro potrebbe tornarvi utile anche in Italia, se mai doveste tornare. 🙂

L’inaugurazione della mostra “Portraits of Italian Cinema”

La locandina della mostra tra Vittorio De Sica e Michelangelo Antonioni.

La locandina della mostra tra Vittorio De Sica e Michelangelo Antonioni. La mostra sarà presente alla Filmhouse fino al 22 marzo.

Si è inaugurata ieri sera, come già anticipato da questo blog, la mostra “Italian Cinema Portraits” presso il bar della storica Filmhouse di Edimburgo.

Tante le opere esposte e ottimo riscontro di critica e di pubblico nel giorno in cui il cinema italiano è tornato a vincere dopo 15 anni l’Oscar come miglior film straniero grazie al bellissimo film “La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino.

La mostra, organizzata da Carlo Pirozzi assieme all’Istituto Italiano di Cultura, accompagnerà l’Italian Film Festival in Scotland che si terrà nei prossimi giorni, dal 7 al 27 marzo.

Il direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo Stefania Del Bravo assieme a Carlo Pirozzi.

Il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo Stefania Del Bravo assieme a Carlo Pirozzi.

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Ecco alcuni momenti della serata e le opere degli studenti dell’Edinburgh College of Art e di alcuni artisti italiani residenti in Scozia.

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L'angolo riservato agli artisti italiani residenti in Scozia

L’angolo riservato agli artisti italiani residenti in Scozia

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Il bar della Filmhouse è in Lothian Road 88 a Edimburgo, praticamente di fronte all’Usher Hall.

A spasso per Cramond Village

Stamattina al nostro risveglio uno splendido sole illuminava Edimburgo così abbiamo deciso di farci un giro in qualche luogo un po’ “off the beaten path” e scorrendo la cartina ho notato Cramond Island, nella zona nord di Edimburgo e non lontano dall’aeroporto.

Mi sono informato un po’ su Internet e abbiamo deciso di andare a farci un giro li, prendendo l’autobus 41 in Princes Street diretto a Cramond. L’autobus non era pieno ma quando stavamo per scendere alla fermata “Craighouse Road” ci siamo accorti che praticamente tutti gli occupanti o quasi, una quindicina di persone, stavano scendendo con noi.

Nel frattempo il bel cielo senza una nuvola si era trasformato nel breve periodo del tragitto in un cielo piatto e grigio come spesso capita qui (mai fidarsi dello scottish weather!), però se non altro non ha mai piovuto!

Il nostro obbiettivo era andare sull’isola tramite il sottile percorso di poco più di un miglio che permette di arrivare direttamente sul mare, ma gli orari di alta marea ce li hanno impediti. Facciamo tesoro di questo errore per non ripeterlo la prossima volta che andremo.

Il cartello con gli orari delle maree, in fondo l'isola di Cramond.

Il cartello con gli orari delle maree, in fondo l’isola di Cramond.

Ne abbiamo approfittato per fare una bella passeggiata nei dintorni. Già prima di arrivare alla spiaggia, abbiamo potuto apprezzare il Cramond Village, la parte più antica del sobborgo di Crammond e tenuta assai bene.

Ecco qualche foto:

Cramond Kirk

Cramond Kirk

L'inizio del Crammond Village

L’inizio del Crammond Village

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La passeggiata sul mare nel Cramond Village

La passeggiata sul mare nel Cramond Village

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La maggiorparte del nostro tempo l’abbiamo però speso dall’altra parte, ossia dove c’è il collegamento pedonale all’isola.

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Eleonora

Eleonora

Come potete notare, di sole non era rimasto nulla, non avevo scherzato -.-

Nel punto in cui c’era l’alta marea, ci sono delle scalette, ormai praticamente immerse visto che erano già diverse ore che non si poteva più camminare.

Il punto in cui l'alta marea rende impossibile proseguire

Il punto in cui l’alta marea rende impossibile proseguire

Gli orari differiscono in base al calendario, per cui conviene controllare sul sito quando non ci sono le alte maree (in inglese High Tide). Qui ad esempio vengono indicate quelle per la Cramond Island.

http://www.britishbeaches.info/cramond-city-of-edinburgh/weather-tides

Visto che ormai eravamo li abbiamo approfittato per fare una passeggiata sull’affollata (specialmente da famiglie e da persone che portano il cane a spasso) promenade che parte proprio da quel punto.

Ecco qualche altra foto dei posti visti:

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In futuro ci ritorneremo certamente, sperando di poter raggiungere l’isola!

“Ritratti del cinema italiano” – una mostra a Edimburgo

Riprendiamo a parlare di eventi in questo blog dopo che per un po’ di tempo abbiamo tralasciato l’argomento.
Oggi vorrei parlare di una mostra che si terrà tra pochi giorni a Edimburgo presso il Cafè Bar della storica Filmhouse (88 Lothian Road) e che riguarda molto da vicino l’Italia.
Lunedi infatti ci sarà l’inaugurazione di “Portraits of Italian Cinema”, mostra ideata dal Dottor Carlo Pirozzi dell’Università di St.Andrews e che vede tra gli organizzatori Anine Bösenberg (Illustratrice all’Edinburgh College of Art), Jonathan Gibbs (Programme Director in Illustration all’Edinburgh College of Art) e il Dottor Pasquale Iannone (University of Edinburgh).

La Locandina della Mostra

Sarà una mostra italo-scozzese, in quanto tra i ritratti presenti ci sono opere sia di studenti dell’Edinburgh College of Art, sia di artisti italiani residenti in Scozia. Tra questi possiamo annoverare la nostra Eleonora Scalise, autrice di un’opera che trae ispirazione dalla figura della nota attrice Gina Lollobrigida.

“Gina Lollobrigida” di Eleonora Scalise, acrilico su carta e carta riciclata (2014)

Il fil rouge della mostra – cha accompagna l’Italian Film Festival in Scotland 2014, che inizia proprio tra pochi giorni – è  il cinema italiano: ci saranno ritratti di vari attori e registi del presente e del passato ed essendo una mostra collettiva di sicuro l’originalità e la varietà degli stili colpiranno i visitatori.
Ecco un’altra opera presente della bravissima Martina Peluso, un’altra artista italiana residente in Scozia.

“Toni Servillo” di Martina Peluso (illustrazione), 2014

La mostra verrà inaugurata lunedi 3 alle ore 6.30pm presso il bar della Filmhouse e sarà visibile in anteprima già da domenica 2 fino a domenica 23 marzo. Tra i promotori della mostra c’è l’Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo, sempre molto attento alle realtà italane presenti oltremanica.
Noi ci saremo, e voi? 🙂

Haqs’, bangaldeshi & indian Cusine

Questo è il tipico posto che a vederlo da fuori non gli daresti una £.
Piccolo, bruttino, kitsch da morire, con adesivi e vetrofanie appiccicate in vetrina, fiori di plastica che si intravvedono sui tavoli.
Ed invece Haqs’ (prima o poi imparerò a pronunciare questo assurdo nome) vi lascerà inaspettatamente entusiasti.
Haqs’ è un bangaldeshi & indian restaurant, si trova al 4 Albert Place, sulla Leith Walk.
Non amo molto la cucina indiana, l’ho sempre trovata eccessivamente untuosa, sapori spesso mischiati tra di loro da non capire bene cosa si stia mangiando.
Haqs’ mi ha fatto cambiare decisamente opinione.
Ci siamo tornati l’altra sera perchè la prima volta mi era piaciuto veramente tanto e devo dire che non mi ha delusa neanche questa volta.
Il ristorante / takeaway è piccolino ci sono in totale più o meno 14 posti a sedere. E’ molto buffo, con panchine rivestite da stoffa rossa a pois bianchi dove la gente si siede per aspettare il cibo da portar via. Sui tavoli fiori di plastica viola, sui muri foto di posti lontani. Il personale è friendly and kind.

Haqs'

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La prima volta che ci son stata, presi King Prawn Puri, spese £ 4.45.
Purtroppo non ho le foto di questo very hop starter ma spero vi accontenterete della mia descrizione.
Meravigliosi gamberoni danzano in una “very hot” salsina di mango, e tante erbette profumate tra cui il coriandolo danno un tocco e un profumo in più a questo piatto. Ad accompagnare a braccetto i cari gamberoni il pan-fried puri, pane azzimo indiano non lievitato preparato con farina integrale e sale, steso e fritto in burro ghee o olio vegetale.
Ragazzi io sono calabrese, cresciuta a pane e peperoncino, il mio livello di resistenza al piccante è molto alto, però vi dico ATTENZIONE :D. Se ci sta scritto “very hot” credeteci. Questo piatto buonissimo e molto piccante merita di essere assaggiato.

Come la prima volta anche questa volta abbiam preso come starters l’immancabile Pane Poppadom con le varie salsine per accompagnarlo.
Il pane poppadom è un pane leggerissimo, sembrano tanti veli croccantissimi fatto con farina di ceci acqua e spezie varie e poi ovviamente fritto.
Abbiam preso due salsine, una più buona dell’altra.
La salsina Mango chutney, favolosa, cremosa, delicata, fresca, una vera goduria per il fortunato pane poppadum che si tuffa in essa.
Seconda salsina presa Spiced onions, anche qui che dire, esuberanti tocchettini di cipolla leggermete piccanti e speziati, altra vera goduria i vostri voraci palati, che non vorrebbero smettere mai di mangiare e sentir scrocchiare fra i denti il pane pappadom e le meravigliose salsine. Anche qui vi dico ATTENZIONE rischiate di diventare dipendenti :D.

Poppadom ....

Rob & Poppadom

Il pane poppadum a “foglio” – chiamiamolo così – costa £0,60, le salsine servite in delle ciotoline £ 0,50.

Roberto è andato più sul classico, sia la prima che la seconda volta ha preso il Kebab, small.
Ma small, per dire, visto che il pane strasbordava dal piatto, ricoperto da una montagnetta di carne, verdurine e insalatine varie.
Buono ragazzi, l’ho provato, e anche qui nessuna “caduta di bontà”, l’unica caduta l’ha fatta il povero Kebab nella pancia di Roberto.
Il pane soffice e gustoso, unito alla carne tenera e speziata, fanno di questo kebab un piatto ricco e gustoso.

Chicken Kebab

Il prezzo del Kebab small £ 3,95 per il Doner, per il chicken £ 4,50.

Per me invece Curry, Korma King Praw accompagnato da Pilau Rice. Si, anche questa volta pesce.
Questo piatto mi ha letterarmete trasportata in un altro mondo.
Korma King Praw, ovvero gamberoni in delicatissima salsa al cocco speziata, profumata, cremosa, da far toccare vette paradisiache ai tuoi sensi, che dire divina. Adoro il cocco nei piatti salati, e se poi ad accompagnarlo ci sono dei bei gamberoni bhe non potrei essere più felice.
Io per accompagnarlo ho preso del Rice Pilau, ovvero riso basmati saltato con dello zafferano e del ghee (burro indiano).
Accoppiata avvincente , vincente in tutti i sensi e per tutti i vostri sensi impigriti dal freddo di Edinburgh.

Korma King Praw & Pilau Rice

Volendo potete anche accompagnarlo con del pane Nan, pane lievitato di origine pachistana, cotto nei tipici forni detti Tandoor.
Roberto ne è ghiotto.
Potrete trovarne una vasta quantità e qualità.
Noi abbiam assaggiato Garlic Nan, Cheese Nan per £ 2,25 vi arriverà sul tavolo un bel pane caldo caldo, adatto ad accompagnare curry, carne pesce e verdure.

Cheese Nan

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Per il mio Korma King Praw ho speso £ 9,45, per il riso pilau £ 2,25.
Totale del “bill” £ 20,95 incluse due coke.
Non servono alcolici e non potete neanche portarli voi da casa.
Ma questo sicuramente non sarà la ragione che vi impedirà di provare questo delizioso posticino.
Enjoy you meal .

Bonfire Night

Fuochi d'artificio su Calton Hill, a Edimburgo, durante la Bonfire Night.

Fuochi d’artificio su Calton Hill, a Edimburgo, durante la Bonfire Night.

E’ oltre un mese che non scriviamo su questo blog, un po’ perchè effettivamente grosse novità non ci sono state, un po’ anche perchè siamo stati in Italia per una settimana e questo ovviamente c’ha portato via del tempo.

In realtà qualcosa si è mosso: la mostra è andata molto bene, tant’è che a novembre la ripeteremo (un po’ ampliata) e ho aperto finalmente l’attività da fotografo freelance, spinto anche da un fisco molto più equo di quello che ho lasciato in Italia. Uno di questi giorni scriverò un post a riguardo.

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Intanto ieri era il 5 di novembre, che qui in Regno Unito significa “Bonfire Night”, ossia la notte dei fuochi. E’ una festa che per certi versi assomiglia un po’ a Capodanno, sebbene manchi del momento topico della mezzanotte, ma Edimburgo ieri sera era piena di fuochi d’artificio. La festa in realtà ricorda la mancata esplosione del parlamento inglese con l’arresto di Guy Fawkes (il famoso personaggio raccontato in V per Vendetta) nella famosa congiura delle polveri.

Bonfire

Per curiosità sono andato a Calton Hill a cercare di vedere i fuochi del Meadowsbank, i più famosi della serata nella capitale scozzese, che si tengono (a pagamento) nello stadio del Commonwealth, sulla strada che porta a Portobello. La posizione in cui mi trovavo non era eccellente (tutta esperienza per l’anno prossimo), anche per via dei tanti presenti, cosicchè mi sono limitato a far foto sulla collina con i tempi lunghi.

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Non sono certo paragonabili ai fuochi di fine Festival, ma l’atmosfera elettrica ha mitigato il freddo pungente… ebbene si, qui l’inverno è già arrivato e infatti non sono riuscito a resistere più di un’oretta! 🙂

Ecco altre tre foto della seratina…

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La mia prima mostra a Edimburgo

E’ con molto piacere che vi informo che da ieri la mia mostra “Festival – International & Fringe 2013” è visibile a tutti presso l’Istituto Italiano di Cultura qui a Edimburgo.

La mostra fotografica raccoglie ben 25 fotografie selezionate tra gli spettacoli che ho fotografato nel bellissimo mese di Agosto in cui ho avuto modo di seguire da molto vicino i due festival più importanti di Edimburgo.

Ovviamente, essendo la mostra presso l’Istituto Italiano, ho dato una forte componente alle compagnie tricolori presenti qui e facenti parte del progetto “Impatto Totale”. Molte di loro le avete potute seguire qui sul nostro blog e qui le ringrazio per la collaborazione e la disponibilità nel farsi ritrarre.

Ringrazio inoltre tutto lo staff dell’Istituto Italiano di Cultura per l’opportunità che mi ha dato nell’esporre le mie foto e naturalmente anche Stefania Bochicchio (direttore di Infallible Production) che per prima mi ha guidato in questa città e nel capire il Fringe ed è stata preziosissima collaboratrice durante il mese del Festival.

La mostra sarà visibile nelle bellissime sale dell’Istituto all’indirizzo di 82 Nicholson Street, agli orari indicati sulla locandina qui sotto.
Se andate a visitarla, fatemi sapere che ne pensate. 🙂

Festival by Roberto Ricciuti

Forsyth’s Tearoom, un tuffo nel passato

L’ho scoperto per caso un giorno mentre gironzolavo per le vie di Edinburgh.
Ho sbirciato dalla finestrina con le tendine fatte all’uncinetto ed è stato subito amore.
Ed oggi per la prima volta sono riuscita ad andarci.
Sto parlando del Forsyth’s Tearoom, che si trova all’81 di High street, all’intersezione con Chalmers Close.
Vi avverto, la stradina è molto piccola e nascosta, quindi prestate attenzione ;).
E’ un tearoom, letteralmente “stanza del the”.

Ad accogliermi la “fata turchina” :), sorridente vecchina con i capelli lilla e gli occhialetti anni 50′.
Ci sono due sale, con tavolini. Su ogni tavolino centrini fatti a mano e vasetti di fiori. Ogni fiore, ogni centrino, ogni porta sale e pepe è abbinato l’uno all’altro. Con il bouquet di fiorni blu troverete un centrino blu che copre il vasetto dello zucchero, e anche il porta sale e pepe saranno blu. Ogni tavolo ha un colore.

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Appese alle pareti, strofinacci, copri teiere fatte a mano.
Le pareti sono in pietra ricoperti di fiori tazze e quadri di Edinburgh.

Ma ora veniamo a noi o meglio veniamo al cibo.
In vetrina c’è una vasta scelta di dolci tutti “home made”, tra cui torte di diversi tipi, ad esempio Carrot cake, Toffee pecanpie, Lemon Meringue Pie, Dutch Apple Pie ,Chocolate fudge, Schottish oaties, gl’immacabili scones e biscottini misti.

Le vetrine delle bontà

Le vetrine delle bontà

Le vetrine delle bontà

Le vetrine delle bontà

Le vetrine delle bontà

Le vetrine delle bontà

In menù oltre a tutte le torte e il “tradizional afternoon tea”, anche insalate, sandwiches, zuppe del giorno, baket potatoes e breakfast tutto il giorno.

Le altre bontà

Le altre bontà

Io sono andata all’ora del the, quindi ho preso un green tea e una bella fetta di Lemon Meringue Pie. La mia amica Marta invece una tazza di the e una fetta di Dutch Apple Pie.

Ero molto indecisa, perchè avevo paura che la torta con la meringa fosse troppo dolce. Ma la Lemon Meringue Pie mi chiamava “prendi me prendi me prendi me”, giuro era lì, bella come una nuvoletta, nella sua postazione in vetrina e non ho potuto dirle no.
Ho chiesto all’indaffarata signora il green tea e un pezzo della torta.
Mi ha fatto subito il conto ho speso £ 5,20, il prezzo di quasi tutte le fette di torte è di £3,00.

Lemon Meringue Pie

Lemon Meringue Pie

La signora dietro il bancone è sola, quindi non vi aspettate velocità.
Mi ha messo tutto su un vassoio e con Marta ci siam seduti al nostro tavolino con i fiori blu e il centrino blu e il porta sale e pepe blu.

diamo inizio alle danze ...

diamo inizio alle danze …

Marta e la sua Dutch Apple Pie

Marta e la sua Dutch Apple Pie

La mia Lemon Meringue Pie che tanto mi chiamava non mi ha assolutamente deluso, anzi.
La pasta frolla saporita e friabile accoglieva una meravigliosa, profumatissima crema al limone, la crema sembrava quasi gelatina gialla e morbida, a coprire questa deliziosa crema la meringa.
Dolce ma non stucchevole. Unione perfetta tra la croccantezza della pasta, l’aspro sapore della crema al limone e la dolce sofficità della meringa.
Ho preso anche una forchettata della Dutch Apple Pie di Marta, devo dire che ho un debole per la torte di mele in generale , quindi sono molto critica ma questa era decisamente deliziosa.
Crostata di mele, proprio come le faceva la nonna, buona, semplice senza troppi fronzoli.
Pasta frolla e tante mele saporite. Ottima per accompagnare un buon the e fare un salto nel passato.
Si perchè qui ragazzi è veramente come stare a casa della nonna o della zia un po’ “rincitrullita”. Tutto ha un sapore di un tempo, di quando eri bambina ed aspettavi con ansia che la zia o la nonna sfornassero la torta profumata.
Credetemi mi era venuta voglia di andare dietro il bancone, tra le tazzine scheggiate e i piattini a fiori e righe tutti differenti fra loro, e tra i barattoli del the, e chiedere alla signora dai capelli lilla i segreti e le ricette di queste torte così buone che hanno avuto la capacità di riportarmi indientro nel tempo.

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Edinburgh Farmers’ Market I love You

La prima volta che andai al Farmers’ Market faceva freddo, ma tanto freddo, e c’era la neve.
Mia sorella però mi aveva tanto parlato di questo mercatino dove contadini e produttori vendono i propri prodotti tra i quali pane, biscotti, cioccolato, formaggi e succhi di frutta. Ok, la dico tutta, mi aveva anche tanto parlato del fantastico Buffalo Burger, l’hamburger costituito di carne di bufalo.
Dunque dovevo assolutamente provarlo, che poi, ormai dovreste saperlo, quando si tratta di cibo non c’é bufera, freddo e neve che possa tenermi a casa.
Il “mercatino” c’è ogni sabato dalle 9:00 del mattino fino alle 2:00 del pomeriggio, si trova in Castel Terrace, proprio ai “piedi del castello”: devo dire che la location è certamente molto suggestiva.

 Edinburgh Farmers' Market I love You

Edinburgh Farmers’ Market I love You

Appena arrivati sarete catturati dai tanti odori e dal suono della musica di alcuni musicisti di strada che accompagneranno la vostra visita al mercato, poi pian piano che vi addentrate tra le bancarelle i vostri occhi saranno catturati da i colori della frutta e della verdura, carne, pesce, pane bio, biscotti, succhi di frutta e dalla grande varietà di formaggi.

Potrete gustare anche le diverse zuppe che qualche banchetto propone, zuppe calde che gorgogliano nei pentoloni, pronte per essere servite con pane croccante e l’immancabile burro salato.

Vi avevo accennato sopra del Buffalo Burger , beh se andate al Farmers’ Market non potete non assaggiarlo.
Il Burger è cotto al momento, su una bella piastra dove si dora anche una quantità smisurata di cipolle. Una volta cotto vi verrà servito così com’è nel panino: sarete voi con la vostra fantasia a farcirlo a seconda del vostro gusto con mostarda, maionese, ketchup, cheddar (il tipico formaggio di queste parti) o insalatina. Il costo del Buffalo Burger è di £ 3,50

Buffalo Burger

Buffalo Burger

Buffalo Burger

Buffalo Burger

Una delle tante cose belle del mercatino è che prima di comprare i prodotti potrete assaggiarli.
Ad esempio il banchetto delle marmellate mette sempre a disposizione barattoli aperti di marmellate e dei crackers, così voi potete assaggiare e scegliere la marmellata che più vi piace. Il costo di una “jar” varia da £ 3,50 alle £ 4/6. Se poi non volete il barattolo di marmellata, ma volete magari fare colazione, questa bancarella vende gli “scones”, che qui in Scozia sono un prodotto famosissimo, mangiati a colazione o all’ora del the con appunto marmellata e burro. Sembrano dei piccoli panini, fatti di farina, burro, latte e uova.

Marmellate :)

Marmellate 🙂

Sabato scorso ho assaggiato una “cosa nuova”, sempre sotto consiglio di mia sorella (che intanto è diventata vegetariana, e non certo per colpa del buffalo burger), “l’artisan cheese toastie”
con “caramelized onion marmalade”.
Divino.
Anche questo assolutamente da non perdere.
Non potete sbagliarvi, il banchetto vende pane fatto con la pasta madre, croissant, torte e un fantastico brownie. Anche questo buonissimo, secondo il gusto di Roberto che l’ha assaggiato.
Dovrete attendere una decina di minuti prima di poter azzannare il toastie, ma l’attesa verrà ripagata, ve lo posso assicurare. In primis il vostro naso godrà del profumo del pane, successivamente a godere saranno i denti nel mordere le fette calde e croccanti e quindi il palato cadrà senza più ritorno nel vortice di piacere del formaggio che con decisione abbraccia la marmellata di cipolle.
Costo del cheese toastie è di £ 3,95.

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Mr Cheese Toastie

Mr Cheese Toastie

Brownie

Brownie

Inoltre alcuni banchetti di verdure fanno un servizio d’asporto a casa. Potete ordinare una cassettina di verdure fresche il prezzo è di £15.
E una volta a settimana vi verrà consegnata a casa.

Oltre a cibo potrete anche comprare prodotti per la cura del corpo e della bellezza.
Saponi fatti in casa, creme profumate alle erbe e ai fiori di campo, sali da bagno e incensi.

Che altro dirvi gente, ha prezzi un po’ più altini della media ma la qualità dei prodotti è alta.
Se siete ad Edimburgo non potete perdervelo.
Ciao

I fuochi di fine festival

Un momento del concerto di fine Festival a Edimburgo, il 1° settembre 2013

Un momento del concerto di fine Festival a Edimburgo, il 1° settembre 2013

E così arrivò anche il 2 settembre…
Purtroppo qui a Edimburgo il festival è finito e ieri sera si è celebrata la chiusura dell’International con il tradizionale concerto con i fuochi d’artificio.
Per me, manco a dirlo, era la prima volta ma sono soddisfatto del risultato e della chiusura.
E’ stata un’esperienza straordinaria, su cui sicuramente tornerò nei prossimi giorni in cui il blog riprenderà piano piano la sua naturale predisposizione, ossia raccontare di me ed Eleonora e di come procede l’ambientamento in questa meravigliosa città.

Però oggi lascio ancora lo spazio alle fotografie – ho ancora tante e tante foto da postprodurre in verità – e allo spettacolo regalatoci ieri sera.
Un concerto al quale in sincronia erano abbinati i fuochi d’artificio che partivano dal castello. Inutile dire che è stato un successone e che l’anno prossimo spero di essere ancora qui. Con le mie macchine fotografica, con la mia sete di cultura, con le mie emozioni.

Ecco altre tre immagini del concerto, o meglio, dei fuochi
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