Trovare lavoro a Edimburgo nel 2014

Qualche giorno fa avevo chiesto di cosa vorreste che si occupasse questo blog e tra le varie proposte fatte (non moltissime a dire il vero, tra facebook e il blog stesso) una delle prime esigenze erano le prospettive di lavoro qui a Edimburgo e gli errori da non commettere quando ci si trasferisce qui.

La vista su Edimburgo da Arthur Seat

La vista su Edimburgo da Arthur Seat

Siamo arrivati qui 1 anno fa e anche se non ho l’esperienza di chi è qui da molto più tempo, ho avuto modo di farmi un’opinione basata sulla nostra situazione e quella della cerchia di amici che frequento, quindi smaccatamente di parte e che di sicuro non prende in considerazione tutte le varie opportunità.

Io credo che la situazione lavorativa qui sia diversa dall’Italia, ma sta peggiorando e in modo abbastanza netto. Dai racconti di chi è arrivato qui 4-5 anni fa e la realtà che abbiamo affrontato io ed Eleonora (ma non solo) nell’ultimo anno, non ho visto moltissimi punti in comune. E l’impressione è che, come la crisi in Italia sia arrivata un po’ alla volta, anche qui il punto peggiore sia ancora lontano da raggiungere e nel frattempo la gente cominci a cautelarsi. Lavoro ce n’è, ma anche un’immigrazione a cui in Scozia non erano preparati. E che nei prossimi anni potrebbe pure aumentare.
E’ notizia di pochi giorni fa che l’immigrazione sia cresciuta del 30% nel corso del 2013 rispetto all’anno precedente. E questo è un dato che fa riflettere, visto che se ci sono tantissime persone che cercano il lavoro, ma il lavoro anzichè aumentare diminuisce, per quel posto farsi assumere diventa quasi una lotteria.

Partiamo subito da una considerazione: se uno è molto qualificato nel suo settore – in particolare quello informatico tira bene – e ha una bella esperienza alle spalle, qui di opportunità ce ne sono. Spesso a stipendi più redditizi di quelli italiani. Numerose multinazionali (Amazon ad esempio) hanno sedi qui a Edimburgo e cercano quasi sempre personale. Anche la concorrenza è alta, ma con un po’ di pazienza e di tempo i risultati dovrebbero arrivare.

Il vero problema nasce quando si ha alle spalle una carriera poco spendibile (vuoi per l’indirizzo di studi non molto facile per il lavoro, vuoi per delle esperienze non significative) e si viene qui anche in cerca di un’occupazione “bassa”. Anche per i lavori più umili, difatti, le assunzioni sono spesso piuttosto lunghe ed elaborate. Vi verrà richiesto di compilare la loro application, spesso accompagnandolo da un cv specifico per quel lavoro e da una adeguata covering letter (su internet ci sono numerosi esempi cercando “Curriculum vitae uk examples”), dopodichè se passerete questa selezione in genere arriva almeno un colloquio, ma spesso anche due o tre, magari di gruppo.
Insomma, vogliono essere ben sicuri di chi si prendono in casa. Proprio perchè la concorrenza è altissima anche per i lavori più umili, ci si aspetta un adeguato inglese, ecco perchè anche in passato ho insistito molto sul fatto di partire per cercare lavoro ad Edimburgo (o in genere per il regno unito) quando si è già piuttosto impratichiti, soprattutto con l’inglese parlato.

Nei ristoranti italiani si trova ancora abbastanza posto, ma non sempre è così immediato. Dipende un po’ dal periodo. Qui a Edimburgo la vita è particolarmente attiva in estate, così come in inverno la città muore un po’. Quindi è più facile trovare lavori stagionali durante il periodo estivo che però spesso si concludono a settembre/ottobre, ossia quando finisce il periodo caldo dei Festival.
D’inverno è molto più dura trovare lavoro nel settore della ristorazione, considerando anche le tantissime persone che perdono il lavoro a fine Fringe.

Il Royal Mile durante il periodo del Fringe Festival in agosto.

Il Royal Mile durante il periodo del Fringe Festival in agosto.

Insomma, uno dei primi consigli prima di partire che vi posso dare è di avere tanta pazienza e a volte nemmeno quella basta. Partire senza una sterlina in tasca può essere un azzardo pagato caro.
Noi stessi siamo partiti con un po’ di risparmi da parte perchè immaginavamo che i primi mesi sarebbero stati assai duri.
In ogni caso ho visto numerosi amici – quindi non solo io ed Eleonora – in questi mesi provare per molti lavori e molto spesso vedersi rifiutare.

Nel mio piccolo, dopo alcuni rifiuti, ho deciso di riprendere l’attività da autonomo che svolgevo anche in Italia, quella del fotografo. A dire il vero era un’idea che comunque coltivavo, le difficoltà riscontrate nel farmi assumere e alcune nuove opportunità professionali mi hanno spinto ad accelerare i tempi. Le tasse qui sono più appetibili, ma il lavoro da fotografo, così come molte altre libere professioni, richiede un lungo tempo per riuscire ad avere i contatti e le certezze economiche, oltre a una concorrenza enorme per un settore ambito da moltissime persone.

C’è poi un’ultima considerazione da fare, questa volta finalmente positiva. Venire qui e vivere qui (o comunque spostarsi all’estero, non per forza in UK) è una grossa opportunità per un’esperienza nuova che vi aprirà nuovi orizzonti e vi costringerà a imparare l’inglese anche se siete un po’ zucche come me. Questo tipo di esperienze non dà soldi, ma è sicuramente qualcosa che andrà a comporre un bagaglio importante della vostra esperienza di vita e che magari in futuro potrebbe tornarvi utile anche in Italia, se mai doveste tornare. 🙂

L’inaugurazione della mostra “Portraits of Italian Cinema”

La locandina della mostra tra Vittorio De Sica e Michelangelo Antonioni.

La locandina della mostra tra Vittorio De Sica e Michelangelo Antonioni. La mostra sarà presente alla Filmhouse fino al 22 marzo.

Si è inaugurata ieri sera, come già anticipato da questo blog, la mostra “Italian Cinema Portraits” presso il bar della storica Filmhouse di Edimburgo.

Tante le opere esposte e ottimo riscontro di critica e di pubblico nel giorno in cui il cinema italiano è tornato a vincere dopo 15 anni l’Oscar come miglior film straniero grazie al bellissimo film “La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino.

La mostra, organizzata da Carlo Pirozzi assieme all’Istituto Italiano di Cultura, accompagnerà l’Italian Film Festival in Scotland che si terrà nei prossimi giorni, dal 7 al 27 marzo.

Il direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo Stefania Del Bravo assieme a Carlo Pirozzi.

Il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo Stefania Del Bravo assieme a Carlo Pirozzi.

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Ecco alcuni momenti della serata e le opere degli studenti dell’Edinburgh College of Art e di alcuni artisti italiani residenti in Scozia.

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L'angolo riservato agli artisti italiani residenti in Scozia

L’angolo riservato agli artisti italiani residenti in Scozia

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Il bar della Filmhouse è in Lothian Road 88 a Edimburgo, praticamente di fronte all’Usher Hall.

A spasso per Cramond Village

Stamattina al nostro risveglio uno splendido sole illuminava Edimburgo così abbiamo deciso di farci un giro in qualche luogo un po’ “off the beaten path” e scorrendo la cartina ho notato Cramond Island, nella zona nord di Edimburgo e non lontano dall’aeroporto.

Mi sono informato un po’ su Internet e abbiamo deciso di andare a farci un giro li, prendendo l’autobus 41 in Princes Street diretto a Cramond. L’autobus non era pieno ma quando stavamo per scendere alla fermata “Craighouse Road” ci siamo accorti che praticamente tutti gli occupanti o quasi, una quindicina di persone, stavano scendendo con noi.

Nel frattempo il bel cielo senza una nuvola si era trasformato nel breve periodo del tragitto in un cielo piatto e grigio come spesso capita qui (mai fidarsi dello scottish weather!), però se non altro non ha mai piovuto!

Il nostro obbiettivo era andare sull’isola tramite il sottile percorso di poco più di un miglio che permette di arrivare direttamente sul mare, ma gli orari di alta marea ce li hanno impediti. Facciamo tesoro di questo errore per non ripeterlo la prossima volta che andremo.

Il cartello con gli orari delle maree, in fondo l'isola di Cramond.

Il cartello con gli orari delle maree, in fondo l’isola di Cramond.

Ne abbiamo approfittato per fare una bella passeggiata nei dintorni. Già prima di arrivare alla spiaggia, abbiamo potuto apprezzare il Cramond Village, la parte più antica del sobborgo di Crammond e tenuta assai bene.

Ecco qualche foto:

Cramond Kirk

Cramond Kirk

L'inizio del Crammond Village

L’inizio del Crammond Village

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La passeggiata sul mare nel Cramond Village

La passeggiata sul mare nel Cramond Village

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La maggiorparte del nostro tempo l’abbiamo però speso dall’altra parte, ossia dove c’è il collegamento pedonale all’isola.

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Eleonora

Eleonora

Come potete notare, di sole non era rimasto nulla, non avevo scherzato -.-

Nel punto in cui c’era l’alta marea, ci sono delle scalette, ormai praticamente immerse visto che erano già diverse ore che non si poteva più camminare.

Il punto in cui l'alta marea rende impossibile proseguire

Il punto in cui l’alta marea rende impossibile proseguire

Gli orari differiscono in base al calendario, per cui conviene controllare sul sito quando non ci sono le alte maree (in inglese High Tide). Qui ad esempio vengono indicate quelle per la Cramond Island.

http://www.britishbeaches.info/cramond-city-of-edinburgh/weather-tides

Visto che ormai eravamo li abbiamo approfittato per fare una passeggiata sull’affollata (specialmente da famiglie e da persone che portano il cane a spasso) promenade che parte proprio da quel punto.

Ecco qualche altra foto dei posti visti:

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In futuro ci ritorneremo certamente, sperando di poter raggiungere l’isola!

2 mesi dopo

Eccoci qua, due mesi abbondanti dopo l’ultimo post.
Che è successo? Nulla di che, semplicemente ci siamo un po’ appisolati e dato che di grosse novità non ce ne sono, il blog è scivolato via via nelle retrovie delle nostre gerarchie.
Ogni tanto ci contatta qualcuno che legge i nostri post e la cosa ci fa molto piacere, poi ci chiede di aggiornare le pagine ed è quello che vorrei fare ma… serve un vostro sostegno!
In che senso? Tranquilli non vi sto chiedendo soldi o – come va tanto di moda adesso – crowfundind, crowsourcing o cose simili.
Semplicemente ci siamo resi conto che di blog come il nostro ce ne sono parecchi, spesso molto curati e gestiti da persone che lo fanno come un vero e proprio lavoro, mentre per noi è stato solo un passatempo che col tempo è diventato – soprattutto in estate – anche un modo per far vivere alcune cose come il Fringe Festival anche a chi ci segue da lontano.

Dopo l’estate effettivamente abbiamo avuto un lungo periodo di stanchezza, dovuto un po’ all’assenza di novità importanti (purtroppo per il lavoro si fa fatica anche qui, ce ne siamo accorti sulle nostre spalle, c’è tantissima concorrenza per tutti i lavori più umili visto che Edimburgo ha avuto un’enorme incremento di immigrati specialmente dalla Spagna), un po’ perchè ripetere per l’ennesima volta cos’è il NiN e come si fa sinceramente ci andava poco.

Come potete aiutarci quindi? Chiedo a voi cosa vi interessa di più: argomenti, interessi, qualunque cosa vorreste vedere su questo blog. Finora è stata più che altro la narrazione dei nostri primi giorni qui in Scozia, col tempo il blog si è trasformato in un resoconto degli eventi culturali (con particolare interesse alla fotografia, visto che è il mio mestiere) e alle recensioni dei ristoranti di Eleonora.

Diteci voi cosa vi interesserebbe leggere e vedremo di approfondire alcuni argomenti 🙂
Grazie!

Povera Patria

Manca una settimana a Natale, ma qui a Edimburgo è Natale già da un pezzo.
La città si è riempita di mille luci e attrazioni, dai tradizionali mercatini tedeschi di Natale sotto la ruota panoramica in Princes Street, allo Star Flyer che svetta sulla tenda di Limbo e sul Carousel in St.Andrew’s Square. Nel frattempo i turisti aumentano e sarà così fino al punto massimo raggiunto a Capodanno 2014, con concerti e fuochi a volontà.

Nel frattempo, però, negli ultimi giorni ho avuto molti pensieri. Seguo sempre le vicende che colpiscono il nostro Paese e soffro, come moltissimi connazionali, per la situazione politico/sociale che l’Italia si è trovata ad affrontare negli ultimi anni.
Ho avuto modo di parlare con alcune persone negli ultimi giorni, italiani come me residenti qui a Edimburgo, e ho riscontrato in tutti noi la paura per un futuro dello scalcagnato stivale ignoto e un senso di colpa sempre vivo per non essere riusciti a dare e a fare abbastanza nel Paese, quando eravamo li.

Vedo le facce sempre più disilluse e preoccupate dei miei cari e dei miei amici su Skype, animate da un senso di impotenza senza precedenti, e al contempo sento un diverso ottimismo tra le persone che sono andate via per cercare di rifarsi una vita, che sia in UK o in America o in un altro posto non importa.
Sento che il nostro Paese ha ucciso ogni speranza…
Guardo alla mia esperienza, sebbene siano passati appena 8 mesi da quando timidamente mi sono affacciato a Edimburgo, e cerco di riflettere se sin qui ne sia valsa la pena: da un lato molto positiva, ho ritrovato certamente stimoli sopiti da tempo e sono contento di come funzionino molte cose qui, inoltre mi sono tolto diverse soddisfazioni…. dall’altro lato anche molte difficoltà, è vero, soprattutto per il discorso economico e di lavoro.
Edimburgo ormai non è più (o forse non è mai stata) un Eldorado, un posto dove chi arriva in 3 mesi diventa ricco e trovare lavoro è difficile come in tanti altri posti, perchè la concorrenza è alta anche per i lavori più umili, come il lavapiatti, il cameriere o il commesso.
Certo in Italia però ora come ora mi pare che la situazione sia veramente terribile e spesso fior fior di professionisti sono costretti ad umiliazioni lavorative ed economiche di cui nemmeno si rendono conto.

Io non sono un politico nè un economista e quindi non ho nessuna ricetta magica su come si possa uscire da questa situazione, però più modestamente credo che in Italia tutti quanti – tutti, anche io e anche voi che mi state leggendo – dovrebbero, visto il momento, lasciare perdere le ideologie, le dietrologie e le macchine del fango su questo o quel personaggio (che vanno tanto di moda in tutti gli schieramenti) e cercare ASSIEME di trovare un punto comune, un accordo per cercare di uscire – lo dico di nuovo – ASSIEME fuori da questo pantano in cui ci siamo ridotti.
I siti che su FB proliferano di mille e più “Svegliatevi” o “Quello che i media non vi dicono” servono davvero a poco, così come attaccare persone o movimenti per pregiudizio ideologico, da qualunque parte provenga (destra, sinistra, centro, grillini, berlusconiani, renziani, civatiani, forconi e le mille altre sigle che qui ometto). Quando dico che tutti possiamo fare un passo indietro e ragionare, senza puntare il dito verso qualcun altro ma cercando una soluzione comune, intendo davvero tutti: io penso che ci siamo resi conto che la situazione è uno schifo e non c’è bisogno di fare tanta propaganda ora, perchè è col lavoro di tutti quanti che remano nella stessa direzione che si può ottenere qualcosa, altrimenti si corre solo il rischio di giocare al tiro alla fune mentre i pezzi di questo stivale affondano.
Nel mio piccolo ogni giorno cerco di capire un differente punto di vista, di guardare le cose anche con gli occhi di chi la pensa in maniera opposta alla mia, a volte ci riesco e a volte no, però è uno sforzo che voglio continuare a fare.

Ho il timore che questa crisi abbia diviso ancora di più noi italiani, già profondamenti spaccati in genere. Ma è il senso di comunità che a mio modesto parere dobbiamo ritrovare, il senso di comunità che qui in UK funziona, il senso di comunità che abbiamo tra connazionali all’estero e che ci spinge a darci una mano, quando possibile, in nome di un “non so cosa, ma qualcosa” che ci unisce.
Un abbraccio alla mia cara Italia da Edimburgo.

PS: E’ il primo Natale che non faccio in compagnia dei miei genitori e di mia sorella e sarà per forza un Natale diverso. Spero allora che porti un po’ di serenità in tutti noi, soprattutto per qualcosa di concreto nel nuovo anno.

Haqs’, bangaldeshi & indian Cusine

Questo è il tipico posto che a vederlo da fuori non gli daresti una £.
Piccolo, bruttino, kitsch da morire, con adesivi e vetrofanie appiccicate in vetrina, fiori di plastica che si intravvedono sui tavoli.
Ed invece Haqs’ (prima o poi imparerò a pronunciare questo assurdo nome) vi lascerà inaspettatamente entusiasti.
Haqs’ è un bangaldeshi & indian restaurant, si trova al 4 Albert Place, sulla Leith Walk.
Non amo molto la cucina indiana, l’ho sempre trovata eccessivamente untuosa, sapori spesso mischiati tra di loro da non capire bene cosa si stia mangiando.
Haqs’ mi ha fatto cambiare decisamente opinione.
Ci siamo tornati l’altra sera perchè la prima volta mi era piaciuto veramente tanto e devo dire che non mi ha delusa neanche questa volta.
Il ristorante / takeaway è piccolino ci sono in totale più o meno 14 posti a sedere. E’ molto buffo, con panchine rivestite da stoffa rossa a pois bianchi dove la gente si siede per aspettare il cibo da portar via. Sui tavoli fiori di plastica viola, sui muri foto di posti lontani. Il personale è friendly and kind.

Haqs'

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La prima volta che ci son stata, presi King Prawn Puri, spese £ 4.45.
Purtroppo non ho le foto di questo very hop starter ma spero vi accontenterete della mia descrizione.
Meravigliosi gamberoni danzano in una “very hot” salsina di mango, e tante erbette profumate tra cui il coriandolo danno un tocco e un profumo in più a questo piatto. Ad accompagnare a braccetto i cari gamberoni il pan-fried puri, pane azzimo indiano non lievitato preparato con farina integrale e sale, steso e fritto in burro ghee o olio vegetale.
Ragazzi io sono calabrese, cresciuta a pane e peperoncino, il mio livello di resistenza al piccante è molto alto, però vi dico ATTENZIONE :D. Se ci sta scritto “very hot” credeteci. Questo piatto buonissimo e molto piccante merita di essere assaggiato.

Come la prima volta anche questa volta abbiam preso come starters l’immancabile Pane Poppadom con le varie salsine per accompagnarlo.
Il pane poppadom è un pane leggerissimo, sembrano tanti veli croccantissimi fatto con farina di ceci acqua e spezie varie e poi ovviamente fritto.
Abbiam preso due salsine, una più buona dell’altra.
La salsina Mango chutney, favolosa, cremosa, delicata, fresca, una vera goduria per il fortunato pane poppadum che si tuffa in essa.
Seconda salsina presa Spiced onions, anche qui che dire, esuberanti tocchettini di cipolla leggermete piccanti e speziati, altra vera goduria i vostri voraci palati, che non vorrebbero smettere mai di mangiare e sentir scrocchiare fra i denti il pane pappadom e le meravigliose salsine. Anche qui vi dico ATTENZIONE rischiate di diventare dipendenti :D.

Poppadom ....

Rob & Poppadom

Il pane poppadum a “foglio” – chiamiamolo così – costa £0,60, le salsine servite in delle ciotoline £ 0,50.

Roberto è andato più sul classico, sia la prima che la seconda volta ha preso il Kebab, small.
Ma small, per dire, visto che il pane strasbordava dal piatto, ricoperto da una montagnetta di carne, verdurine e insalatine varie.
Buono ragazzi, l’ho provato, e anche qui nessuna “caduta di bontà”, l’unica caduta l’ha fatta il povero Kebab nella pancia di Roberto.
Il pane soffice e gustoso, unito alla carne tenera e speziata, fanno di questo kebab un piatto ricco e gustoso.

Chicken Kebab

Il prezzo del Kebab small £ 3,95 per il Doner, per il chicken £ 4,50.

Per me invece Curry, Korma King Praw accompagnato da Pilau Rice. Si, anche questa volta pesce.
Questo piatto mi ha letterarmete trasportata in un altro mondo.
Korma King Praw, ovvero gamberoni in delicatissima salsa al cocco speziata, profumata, cremosa, da far toccare vette paradisiache ai tuoi sensi, che dire divina. Adoro il cocco nei piatti salati, e se poi ad accompagnarlo ci sono dei bei gamberoni bhe non potrei essere più felice.
Io per accompagnarlo ho preso del Rice Pilau, ovvero riso basmati saltato con dello zafferano e del ghee (burro indiano).
Accoppiata avvincente , vincente in tutti i sensi e per tutti i vostri sensi impigriti dal freddo di Edinburgh.

Korma King Praw & Pilau Rice

Volendo potete anche accompagnarlo con del pane Nan, pane lievitato di origine pachistana, cotto nei tipici forni detti Tandoor.
Roberto ne è ghiotto.
Potrete trovarne una vasta quantità e qualità.
Noi abbiam assaggiato Garlic Nan, Cheese Nan per £ 2,25 vi arriverà sul tavolo un bel pane caldo caldo, adatto ad accompagnare curry, carne pesce e verdure.

Cheese Nan

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Per il mio Korma King Praw ho speso £ 9,45, per il riso pilau £ 2,25.
Totale del “bill” £ 20,95 incluse due coke.
Non servono alcolici e non potete neanche portarli voi da casa.
Ma questo sicuramente non sarà la ragione che vi impedirà di provare questo delizioso posticino.
Enjoy you meal .

Bonfire Night

Fuochi d'artificio su Calton Hill, a Edimburgo, durante la Bonfire Night.

Fuochi d’artificio su Calton Hill, a Edimburgo, durante la Bonfire Night.

E’ oltre un mese che non scriviamo su questo blog, un po’ perchè effettivamente grosse novità non ci sono state, un po’ anche perchè siamo stati in Italia per una settimana e questo ovviamente c’ha portato via del tempo.

In realtà qualcosa si è mosso: la mostra è andata molto bene, tant’è che a novembre la ripeteremo (un po’ ampliata) e ho aperto finalmente l’attività da fotografo freelance, spinto anche da un fisco molto più equo di quello che ho lasciato in Italia. Uno di questi giorni scriverò un post a riguardo.

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Intanto ieri era il 5 di novembre, che qui in Regno Unito significa “Bonfire Night”, ossia la notte dei fuochi. E’ una festa che per certi versi assomiglia un po’ a Capodanno, sebbene manchi del momento topico della mezzanotte, ma Edimburgo ieri sera era piena di fuochi d’artificio. La festa in realtà ricorda la mancata esplosione del parlamento inglese con l’arresto di Guy Fawkes (il famoso personaggio raccontato in V per Vendetta) nella famosa congiura delle polveri.

Bonfire

Per curiosità sono andato a Calton Hill a cercare di vedere i fuochi del Meadowsbank, i più famosi della serata nella capitale scozzese, che si tengono (a pagamento) nello stadio del Commonwealth, sulla strada che porta a Portobello. La posizione in cui mi trovavo non era eccellente (tutta esperienza per l’anno prossimo), anche per via dei tanti presenti, cosicchè mi sono limitato a far foto sulla collina con i tempi lunghi.

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Non sono certo paragonabili ai fuochi di fine Festival, ma l’atmosfera elettrica ha mitigato il freddo pungente… ebbene si, qui l’inverno è già arrivato e infatti non sono riuscito a resistere più di un’oretta! 🙂

Ecco altre tre foto della seratina…

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Forsyth’s Tearoom, un tuffo nel passato

L’ho scoperto per caso un giorno mentre gironzolavo per le vie di Edinburgh.
Ho sbirciato dalla finestrina con le tendine fatte all’uncinetto ed è stato subito amore.
Ed oggi per la prima volta sono riuscita ad andarci.
Sto parlando del Forsyth’s Tearoom, che si trova all’81 di High street, all’intersezione con Chalmers Close.
Vi avverto, la stradina è molto piccola e nascosta, quindi prestate attenzione ;).
E’ un tearoom, letteralmente “stanza del the”.

Ad accogliermi la “fata turchina” :), sorridente vecchina con i capelli lilla e gli occhialetti anni 50′.
Ci sono due sale, con tavolini. Su ogni tavolino centrini fatti a mano e vasetti di fiori. Ogni fiore, ogni centrino, ogni porta sale e pepe è abbinato l’uno all’altro. Con il bouquet di fiorni blu troverete un centrino blu che copre il vasetto dello zucchero, e anche il porta sale e pepe saranno blu. Ogni tavolo ha un colore.

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Appese alle pareti, strofinacci, copri teiere fatte a mano.
Le pareti sono in pietra ricoperti di fiori tazze e quadri di Edinburgh.

Ma ora veniamo a noi o meglio veniamo al cibo.
In vetrina c’è una vasta scelta di dolci tutti “home made”, tra cui torte di diversi tipi, ad esempio Carrot cake, Toffee pecanpie, Lemon Meringue Pie, Dutch Apple Pie ,Chocolate fudge, Schottish oaties, gl’immacabili scones e biscottini misti.

Le vetrine delle bontà

Le vetrine delle bontà

Le vetrine delle bontà

Le vetrine delle bontà

Le vetrine delle bontà

Le vetrine delle bontà

In menù oltre a tutte le torte e il “tradizional afternoon tea”, anche insalate, sandwiches, zuppe del giorno, baket potatoes e breakfast tutto il giorno.

Le altre bontà

Le altre bontà

Io sono andata all’ora del the, quindi ho preso un green tea e una bella fetta di Lemon Meringue Pie. La mia amica Marta invece una tazza di the e una fetta di Dutch Apple Pie.

Ero molto indecisa, perchè avevo paura che la torta con la meringa fosse troppo dolce. Ma la Lemon Meringue Pie mi chiamava “prendi me prendi me prendi me”, giuro era lì, bella come una nuvoletta, nella sua postazione in vetrina e non ho potuto dirle no.
Ho chiesto all’indaffarata signora il green tea e un pezzo della torta.
Mi ha fatto subito il conto ho speso £ 5,20, il prezzo di quasi tutte le fette di torte è di £3,00.

Lemon Meringue Pie

Lemon Meringue Pie

La signora dietro il bancone è sola, quindi non vi aspettate velocità.
Mi ha messo tutto su un vassoio e con Marta ci siam seduti al nostro tavolino con i fiori blu e il centrino blu e il porta sale e pepe blu.

diamo inizio alle danze ...

diamo inizio alle danze …

Marta e la sua Dutch Apple Pie

Marta e la sua Dutch Apple Pie

La mia Lemon Meringue Pie che tanto mi chiamava non mi ha assolutamente deluso, anzi.
La pasta frolla saporita e friabile accoglieva una meravigliosa, profumatissima crema al limone, la crema sembrava quasi gelatina gialla e morbida, a coprire questa deliziosa crema la meringa.
Dolce ma non stucchevole. Unione perfetta tra la croccantezza della pasta, l’aspro sapore della crema al limone e la dolce sofficità della meringa.
Ho preso anche una forchettata della Dutch Apple Pie di Marta, devo dire che ho un debole per la torte di mele in generale , quindi sono molto critica ma questa era decisamente deliziosa.
Crostata di mele, proprio come le faceva la nonna, buona, semplice senza troppi fronzoli.
Pasta frolla e tante mele saporite. Ottima per accompagnare un buon the e fare un salto nel passato.
Si perchè qui ragazzi è veramente come stare a casa della nonna o della zia un po’ “rincitrullita”. Tutto ha un sapore di un tempo, di quando eri bambina ed aspettavi con ansia che la zia o la nonna sfornassero la torta profumata.
Credetemi mi era venuta voglia di andare dietro il bancone, tra le tazzine scheggiate e i piattini a fiori e righe tutti differenti fra loro, e tra i barattoli del the, e chiedere alla signora dai capelli lilla i segreti e le ricette di queste torte così buone che hanno avuto la capacità di riportarmi indientro nel tempo.

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Tra i tanti indirizzi uno in più per imparare l’inglese ….

Ieri ho terminatole mie lezioni estive di inglese, lezioni che ho frequentato all’Esol(South Bridge Resource Centre) .
Esol ovvero “english for speakers of other languages” è una scuola che organizza corsi di inglese e non solo.
Si trova in Infirmary Street, questa scuola organizza corsi di inglese, corsi che partono dal livello elementare fino al livello intermedio. Con una semplice intervista potrete sapere a che livello è il vostro inglese, per poi poter frequentare il corso più adatto a voi.

Il corso che ho frequentato io intensivo di due settimane l’ho pagato £ 10, ma le dieci sterline servono solo per le spese di segreteria, il corso è fondamentalmente gratuito.
Esol è “un’associazione” organizzata dal comune e i corsi sono sempre molto economici.
Come vi dicevo prima non ci sono solo corsi di inglese, ma anche molti altri corsi tra i quali, quello di cucina, fotografia, musica, sport.
Io vi consiglio di farci un salto e chiedere più informazioni in segreteria.
questo è il link:
http://ces.egfl.net/programme/

Finita le lezioni ieri sera abbiam fatto un piccolo party.
C’era tanto cibo di tanti paesi diversi.
Infatti questa scuola è frequentata da tantissimi stranieri.
E’ stato veramente molto carino e sopratutto molto molto gustoso.
Qui le prove 🙂

Party :)

Party 🙂

party :)

party 🙂

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Food :)

Food 🙂

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Nachos mexican ... le più buone che io abbia mai mangiato

Nachos mexican … le più buone che abbia mai mangiato

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Alla prossima.

Una settimana al Fringe Festival

Eccomi. Eh lo so, ci siamo fatti un po’ attendere, questa volta, avete ragione.
Qualcuno di voi mi ha contattato e mi ha chiesto che fine avessimo fatto: tranquilli, siamo sempre qui, abbiamo approfittato solo un po’ del bel tempo che abbiamo avuto per quasi 20 giorni e abbiamo fatto il pieno di vitamina D… sapete, qui non capita molto spesso.

Tutti al mare, anche noi (incredibile, questa foto è stata davvero scattata in Scozia!)

Tutti al mare, anche noi (incredibile, questa foto è stata davvero scattata in Scozia!)

Ora che il tempo è tornato ai consueti standard – pioggia, sole, nebbia, freddo, pioggia, sole, nebbia, freddo, … – anche il blog torna alla carica. So che in Italia fa un caldo pazzesco (mi verrebbe da dire “Beati voi”, ma per questa volta non lo farò!) anche perchè siamo in piena estate e qui estate fa rima con… Fringe Festival!

Qualcuno di voi lo conosce già, altri non ne avranno mai sentito parlare, così vi spiego un po’ cos’è.
Già qualche post fa avevo anticipato che Edimburgo è universalmente conosciuta come la città dei Festival: non passa mese senza che non ci sia qualcosa da festeggiare, c’è davvero di tutto. Agosto è da sempre il mese più importante. Ci sono infatti tantissimi festival a cominciare dall’originale, storico Festival Internazionale di Edimburgo, che attira da tantissimi anni più di 1 milione di persone, o come il bellissimo Military Tatoo o il meno celebrato ma non meno importante Book Festival.

Il Fringe, che è un insieme di spettacoli che variano dal cabaret alla danza, dalla commedia al teatro, dalle mostre alla musica, è nato inizialmente come festival alternativo al Festival. Nel corso degli anni il Fringe è diventato più importante del Festival stesso, almeno come dimensioni. Pensate che la guida del Fringe, che inizia ufficialmente il 2 agosto e termina il 26 dello stesso mese, consta di quasi 400 pagine in cui mediamente vengono presentati circa 8-10 spettacoli… fate voi i vostri conti!

Eleonora mentre legge la guida del Fringe Festival 2013. Dietro di lei, delle locandine.

Eleonora mentre legge la guida del Fringe Festival 2013. Dietro di lei, delle locandine.

La città cambia radicalmente durante il Festival, così come i prezzi degli affitti e dei voli che veramente aumentano a dismisura. Circolare diventa molto difficile, specialmente sulle due arterie principali, il bellissimo Royal Mile e Princess Street, popolati da numerosissimi artisti di strada. Possiamo dire che molta gente di Edimburgo vive per questo mese.

Io non l’ho mai visto ma la gente che abita qui me ne parla da quando sono arrivato e sono molto curioso di vedere cosa accadrà. Ho anche l’accredito fotografico e seguirò molti spettacoli italiani ma non solo…

Se in questo ultimo mese ci siamo fatti sentire poco, vedrete che nel prossimo leggerete di Edimburgo fin troppo!

A tal proposito, vi suggerisco di seguire anche la mia pagina su Facebook dove posterò giornalmente gli eventi che andrò a fotografare durante il Fringe: http://www.facebook.com/RobertoRicciutiPhotographer

Grazie a tutti e a presto!