Due bellissime mostre alla Scottish Portrait Gallery

Il recente articolo di Eleonora mi ha fatto capire che il nostro blog, sebbene un po’ abbandonato, sia ancora seguito da diverse persone che risiedono in Italia. La cosa mi ha lasciato abbastanza colpito e al tempo stesso mi ha dato nuovi stimoli per riprendere a scrivere.

Negli ultimi mesi si sono succeduti un po’ di cambiamenti: uno di questi é che al lavoro di fotografo, che continuo con grande entusiasmo, ho affiancato il piu’ sicuro (remunativamente) lavoro part time di Gallery Attendant presso la Scottish Portrait Gallery, al numero 1 di Queen Street, nella New Town. Recentemente ho cominciato a seguire le press call e cosí oggi vorrei parlarvi di due mostre, entrambe gratuite, che hanno recentemente inaugurato presso la Portrait Gallery.

Iniziamo dalla BP Portrait Award 2014: a mio parere, questa é una delle migliori mostre che possiate trovare al momento a Edimburgo. Il BP Portrait Award é uno storico e quotatissimo premio istituito dalla National Portrait Gallery di London e sponsorizzato – come si puó intuire dal nome – dalla British Petroleum. Ogni anno, dopo l’esposizione alla galleria “cugina” di Londra, il BP Portrait viene esposto per qualche mese anche a Edimburgo. Giunto alla 25ª edizione, quest’anno il primo premio é andato al bel quadro di Thomas Ganter, un artista di Francoforte che ha messo in fila i 2377 partecipanti con il suo “Man with a Plaid Blanket”, ritratto di un senzatetto di nome Karel a cui l’artista tedesco ha dato dignitá e posa che di solito vengono riservate solo a re e santi.

Thomas Ganter, vincitore del primo premio con "Man with a Plaid Blanket", qui ripreso durante la Press Call per il BP Portrait Award 2014 alla Scottish National Portrait Gallery di Edimburgo.

Thomas Ganter, vincitore del primo premio con “Man with a Plaid Blanket”, qui ripreso durante la Press Call per il BP Portrait Award 2014 alla Scottish National Portrait Gallery di Edimburgo.

Personalmente, fra i 55 lavori esposti, i miei preferiti sono, insieme al vincitore, quello classificatosi come terzo dell’artista newyorkese Jon Kassan (“Letter to my mom”), che ha dedicato alla madre un ritratto emozionante e commuovente, e un altro quadro dedicato ai propri genitori, “My Parents” di Gary Sollars.

In ogni caso, gli artisti sono tanti e con stili molto differenti, ce n’é davvero per tutti i gusti, vi consiglio vivamente una visita. La mostra é situata al primo piano del bell’edificio di Queen Street e rimarrá aperta fino al 12 aprile 2015. Ecco qualche altra foto tratta dalla press call.

La galleria dove la mostra e' allestita al primo piano della Scottish National Gallery.

La galleria dove la mostra e’ allestita al primo piano della Scottish National Gallery.

A sinistra David Jon Kassan, "Letter to my Mom" (vincitore del terzo posto), a destra "Mother #1" di Yunsung Yang.

A sinistra David Jon Kassan, “Letter to my Mom” (vincitore del terzo posto), a destra “Mother #1” di Yunsung Yang.

A sinistra il quadro che ha vinto il secondo posto, Richard Twose, "Jean Woods". A destra Paul Benney, "Fergus".

A sinistra il quadro che ha vinto il secondo posto, Richard Twose, “Jean Woods”.
A destra Paul Benney, “Fergus”.

Un particolare del bel quadro di Paul Wright, "Simon Armitage"

Un particolare del bel quadro di Paul Wright, “Simon Armitage”

Gary Sollars, "My Parents"

Gary Sollars, “My Parents”

Isabella Waitling, "Gina and Cristiano" (con loro due presenti)

Isabella Waitling, “Gina and Cristiano” (con loro due presenti)

L’altra mostra di cui voglio parlarvi, che ha aperto il 6 dicembre, é “Ponte City” dei due fotografi Mikhael Subotzky e Patrick Waterhouse.

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A sinistra il britannico Patrick Waterhouse, a destra il sudafricano Mikhael Subotzky, fotografi del progetto Ponte City.

La mostre ripercorre 6 anni di storia di un edificio di Johannesburg molto famoso – Ponte City, di 54 piani – costruito negli anni 70 e che nel 2008 é stato oggetto di un lungo e travagliato restauro. I due fotografi sono entrati nell’edificio e nelle case di tutti gli appartamenti, scattando un’infinita’ di foto e raccogliendo documenti storici appartenenti agli inquilini sfrattati.

Il progetto é a mio parere di grandissimo interesse e le foto di reportage sono quelle che piú mi hanno colpito. In questi giorni in gallery mi sono accorto che non tutti riservano il giusto tempo per leggere i documenti e sfogliare le riviste allegate alla mostra, che mostrano aspetti interessanti sulle condizioni del Sudafrica post-apartheid. Se venite a visitarla, il mio modesto consiglio é quello di perdere qualche minuto in piú per capire bene la profonditá del progetto e non soffermarsi solo alla pura fotografia.

Detto questo, ecco qualche immagine della mostra che rimarrá aperta fino al 26 aprile 2015.

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Una delle foto che piú mi ha colpito della Mostra.

Una delle foto che piú mi ha colpito della Mostra.

Patrick Waterhouse mentre sfoglia una delle produzioni allegate al catalogo della Mostra. Sono interessanti almeno quanto le foto, non perdetele!

Patrick Waterhouse mentre sfoglia una delle produzioni allegate al catalogo della Mostra. Sono interessanti almeno quanto le foto, non perdetele!

Gli scatti ai programmi televisivi guardati dagli inquilini di Ponte City. Tutto é stato documentato con eccezionale meticolositá.

Gli scatti ai programmi televisivi guardati dagli inquilini di Ponte City. Tutto é stato documentato con eccezionale meticolositá.

Ancora i due fotografi della Magnum, sorridenti all'inaugurazione della Mostra.

Ancora i due fotografi della Magnum, sorridenti all’inaugurazione della Mostra.

Ricordo che la Scottish Portrait Gallery é aperta tutti i giorni della settimana, domeniche incluse, dalle 10 alle 17. Il giovedí la chiusura viene prolungata fino alle 19.

Tutte le foto sono © Roberto Ricciuti 2014 e non possono essere riprodotte senza l’autorizzazione dell’autore.

Riparto da “Pera” con un breakfast

Tanto tempo è passato dall’ultima volta che ho scritto sul blog, molti avvenimenti si sono susseguiti ma ora eccomi qui per ripartire e parlare ancora di cibo e di posticini buoni e interessanti qui ad Edinburgh.

Ha da poco aperto sulla Leith Walk (57 Elm Row) un piccolo ristorantino Turco che avrà circa 6 tavoli abbelliti da candeline profumate (di loro produzione), con belle lampade appese al soffitto ed ai muri. Il ristorantino, oltre ai tavoli e alle sedie, non ha altro che una bella vetrina piena zeppa di favolosi antipastini.

:)

Son stata qui due volte per cena e per fare breakfast, e posso affermare che entrambe le volte ne sono uscita soddisfattissima, grazie anche al proprietario gentilissimo e simpaticissimo.

Il breakfast:


Ok io sono arrivata lì praticamente per merenda erano quasi le 4, e si cari perchè qui “la colazione” viene servita fino alle 5, figata no :)?

Ci siam seduti vicino al tavolino che dà sulla Leith Walk, avvolti dal tepore delle pareti gialle e turchesi, e accolti dal bel faccione del proprietario che gentilmente ha preso l’ordine: 2 normal e 1 vegetarian breakfast.

Per prima cosa ci viene servito il turkish tea, che durante il breakfast è illimitato, buono, forte, intenso.

Turkish tea

Con calma sono arrivati anche i nostri piatti :).
Un unico piattone con:
olive nere e verdi, deliziose salsiccette, due fettine di pastrami ovvero due fettine di un affettato che ricorda i würstel, per continuare assaggi di formaggi uno più buono dell’altro. Un pò salati a mio parere ma veramente di ottima qualità.

 

Normal breakfast

 

Veg. breakfast

Buonissimo il goats chees accompagnato con il miele ma anche con la buonissima e intensa marmellata di rose.
Ragazzi, da andar giù di testa.

Il sapore di rosa che acquieta l’intensità del formaggio salato e profuma la lingua e le pareti della bocca è come un viaggio in posto lontano, troppo lontano dalla Leith Walk 🙂 .

Ma ad allietarci e a sorprenderci non c’è solo la marmellata di rose, ma anche il miele delicatissimo, la marmellata di amarene, il burro morbido e salato, la meravigliosa e indimenticabile salsa tahini.

Delizie 🙂

 

Pide bread

Pide bread

 

La salsa tahini bisogna girarla bene prima di poter intingere la focaccia calda, che viene servita con il breakfast, perchè come ci ha detto il caro proprietario nella salsa tahini viene aggiunto un tipico sciroppo turco che smorza un po’ l’intensità del gusto del sesamo che è tipica della tahini.

Che dirvi: anche qui i sapori intensi vi travolgeranno.
Questo breakfast è più una danza che un breakfast.
Perché una danza? Beh, dato che il piatto è composto da tanti piccoli “bicchierini” colmi di cose buone da mangiare, la mano che regge la pita da riempire danza da un bicchierino all’altro: prima nel bicchierino della marmellata di rose, poi saltella sulla feta, poi piroettando e ruba un’oliva.
Ma non stancatevi troppo perchè c’è da fare un ultimo passo di danza verso la padellina calda che arriva fumante con uova fritte ricoperte di fettine di salame.

uova fumanti :)

uova fumanti 🙂

 

Tutto è curato, dalle tovagliette turchesi con sopra disegnato il simbolo dell’occhio, dal meraviglioso vassoio su cui arriva il tea fumante, ai poggia pentola decorati, c’è un gusto e un’attenzione per i particolari che è sorpendente.

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In più quando viene portato il conto, ovvero £6,95 per un breakfast, lo scontrino è nascosto in un cofanetto di argento decorato dove all’interno non troverete soltanto lo scontrino, ma anche tante spillette con il simbolo dell’occhio che potete prendere e sistemare sulla maglietta all’altezza del cuore, così che anche lui potrà beneficiare di questa calda esperienza.

Durante il weekend a cena il prezzo è di £10, e comprende tanti assaggi di antipastini tipici turchi, ovvero olive, melanzane, giardiniere, dolma (foglie di vite che avvolgono del riso), e ancora formaggi e la pita calda , dopo questo bell’antipasto potete scegliere tra lo spiedino di agnello o il kebab servito con del riso buonissimo. Io ho assaggiato lo spiedino di agnello e devo dire che era veramente buono, buonissimo :).
Se devo trovare un difetto devo dire che le pietanze a differenza dei formaggi sono carenti di sale, che da una parte fa bene alla salute perchè si sà il sale non fa benissimo però il sale quando cè vò cè vo :D.

Durante la settimana oltretutto in un micro angolino del locale cè un ragazzo che suona la chitarra e se non ho capito male fa musica tipica turca, insomma vi consiglio di provarlo e mi raccomando non dimenticate di portarvi anche una bella bottiglia di vino, perchè anche qui c’è il BYOB (Bring your own bottle).

Eleonora

Trovare lavoro a Edimburgo nel 2014

Qualche giorno fa avevo chiesto di cosa vorreste che si occupasse questo blog e tra le varie proposte fatte (non moltissime a dire il vero, tra facebook e il blog stesso) una delle prime esigenze erano le prospettive di lavoro qui a Edimburgo e gli errori da non commettere quando ci si trasferisce qui.

La vista su Edimburgo da Arthur Seat

La vista su Edimburgo da Arthur Seat

Siamo arrivati qui 1 anno fa e anche se non ho l’esperienza di chi è qui da molto più tempo, ho avuto modo di farmi un’opinione basata sulla nostra situazione e quella della cerchia di amici che frequento, quindi smaccatamente di parte e che di sicuro non prende in considerazione tutte le varie opportunità.

Io credo che la situazione lavorativa qui sia diversa dall’Italia, ma sta peggiorando e in modo abbastanza netto. Dai racconti di chi è arrivato qui 4-5 anni fa e la realtà che abbiamo affrontato io ed Eleonora (ma non solo) nell’ultimo anno, non ho visto moltissimi punti in comune. E l’impressione è che, come la crisi in Italia sia arrivata un po’ alla volta, anche qui il punto peggiore sia ancora lontano da raggiungere e nel frattempo la gente cominci a cautelarsi. Lavoro ce n’è, ma anche un’immigrazione a cui in Scozia non erano preparati. E che nei prossimi anni potrebbe pure aumentare.
E’ notizia di pochi giorni fa che l’immigrazione sia cresciuta del 30% nel corso del 2013 rispetto all’anno precedente. E questo è un dato che fa riflettere, visto che se ci sono tantissime persone che cercano il lavoro, ma il lavoro anzichè aumentare diminuisce, per quel posto farsi assumere diventa quasi una lotteria.

Partiamo subito da una considerazione: se uno è molto qualificato nel suo settore – in particolare quello informatico tira bene – e ha una bella esperienza alle spalle, qui di opportunità ce ne sono. Spesso a stipendi più redditizi di quelli italiani. Numerose multinazionali (Amazon ad esempio) hanno sedi qui a Edimburgo e cercano quasi sempre personale. Anche la concorrenza è alta, ma con un po’ di pazienza e di tempo i risultati dovrebbero arrivare.

Il vero problema nasce quando si ha alle spalle una carriera poco spendibile (vuoi per l’indirizzo di studi non molto facile per il lavoro, vuoi per delle esperienze non significative) e si viene qui anche in cerca di un’occupazione “bassa”. Anche per i lavori più umili, difatti, le assunzioni sono spesso piuttosto lunghe ed elaborate. Vi verrà richiesto di compilare la loro application, spesso accompagnandolo da un cv specifico per quel lavoro e da una adeguata covering letter (su internet ci sono numerosi esempi cercando “Curriculum vitae uk examples”), dopodichè se passerete questa selezione in genere arriva almeno un colloquio, ma spesso anche due o tre, magari di gruppo.
Insomma, vogliono essere ben sicuri di chi si prendono in casa. Proprio perchè la concorrenza è altissima anche per i lavori più umili, ci si aspetta un adeguato inglese, ecco perchè anche in passato ho insistito molto sul fatto di partire per cercare lavoro ad Edimburgo (o in genere per il regno unito) quando si è già piuttosto impratichiti, soprattutto con l’inglese parlato.

Nei ristoranti italiani si trova ancora abbastanza posto, ma non sempre è così immediato. Dipende un po’ dal periodo. Qui a Edimburgo la vita è particolarmente attiva in estate, così come in inverno la città muore un po’. Quindi è più facile trovare lavori stagionali durante il periodo estivo che però spesso si concludono a settembre/ottobre, ossia quando finisce il periodo caldo dei Festival.
D’inverno è molto più dura trovare lavoro nel settore della ristorazione, considerando anche le tantissime persone che perdono il lavoro a fine Fringe.

Il Royal Mile durante il periodo del Fringe Festival in agosto.

Il Royal Mile durante il periodo del Fringe Festival in agosto.

Insomma, uno dei primi consigli prima di partire che vi posso dare è di avere tanta pazienza e a volte nemmeno quella basta. Partire senza una sterlina in tasca può essere un azzardo pagato caro.
Noi stessi siamo partiti con un po’ di risparmi da parte perchè immaginavamo che i primi mesi sarebbero stati assai duri.
In ogni caso ho visto numerosi amici – quindi non solo io ed Eleonora – in questi mesi provare per molti lavori e molto spesso vedersi rifiutare.

Nel mio piccolo, dopo alcuni rifiuti, ho deciso di riprendere l’attività da autonomo che svolgevo anche in Italia, quella del fotografo. A dire il vero era un’idea che comunque coltivavo, le difficoltà riscontrate nel farmi assumere e alcune nuove opportunità professionali mi hanno spinto ad accelerare i tempi. Le tasse qui sono più appetibili, ma il lavoro da fotografo, così come molte altre libere professioni, richiede un lungo tempo per riuscire ad avere i contatti e le certezze economiche, oltre a una concorrenza enorme per un settore ambito da moltissime persone.

C’è poi un’ultima considerazione da fare, questa volta finalmente positiva. Venire qui e vivere qui (o comunque spostarsi all’estero, non per forza in UK) è una grossa opportunità per un’esperienza nuova che vi aprirà nuovi orizzonti e vi costringerà a imparare l’inglese anche se siete un po’ zucche come me. Questo tipo di esperienze non dà soldi, ma è sicuramente qualcosa che andrà a comporre un bagaglio importante della vostra esperienza di vita e che magari in futuro potrebbe tornarvi utile anche in Italia, se mai doveste tornare. 🙂

L’inaugurazione della mostra “Portraits of Italian Cinema”

La locandina della mostra tra Vittorio De Sica e Michelangelo Antonioni.

La locandina della mostra tra Vittorio De Sica e Michelangelo Antonioni. La mostra sarà presente alla Filmhouse fino al 22 marzo.

Si è inaugurata ieri sera, come già anticipato da questo blog, la mostra “Italian Cinema Portraits” presso il bar della storica Filmhouse di Edimburgo.

Tante le opere esposte e ottimo riscontro di critica e di pubblico nel giorno in cui il cinema italiano è tornato a vincere dopo 15 anni l’Oscar come miglior film straniero grazie al bellissimo film “La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino.

La mostra, organizzata da Carlo Pirozzi assieme all’Istituto Italiano di Cultura, accompagnerà l’Italian Film Festival in Scotland che si terrà nei prossimi giorni, dal 7 al 27 marzo.

Il direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo Stefania Del Bravo assieme a Carlo Pirozzi.

Il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo Stefania Del Bravo assieme a Carlo Pirozzi.

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Ecco alcuni momenti della serata e le opere degli studenti dell’Edinburgh College of Art e di alcuni artisti italiani residenti in Scozia.

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L'angolo riservato agli artisti italiani residenti in Scozia

L’angolo riservato agli artisti italiani residenti in Scozia

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Il bar della Filmhouse è in Lothian Road 88 a Edimburgo, praticamente di fronte all’Usher Hall.

A spasso per Cramond Village

Stamattina al nostro risveglio uno splendido sole illuminava Edimburgo così abbiamo deciso di farci un giro in qualche luogo un po’ “off the beaten path” e scorrendo la cartina ho notato Cramond Island, nella zona nord di Edimburgo e non lontano dall’aeroporto.

Mi sono informato un po’ su Internet e abbiamo deciso di andare a farci un giro li, prendendo l’autobus 41 in Princes Street diretto a Cramond. L’autobus non era pieno ma quando stavamo per scendere alla fermata “Craighouse Road” ci siamo accorti che praticamente tutti gli occupanti o quasi, una quindicina di persone, stavano scendendo con noi.

Nel frattempo il bel cielo senza una nuvola si era trasformato nel breve periodo del tragitto in un cielo piatto e grigio come spesso capita qui (mai fidarsi dello scottish weather!), però se non altro non ha mai piovuto!

Il nostro obbiettivo era andare sull’isola tramite il sottile percorso di poco più di un miglio che permette di arrivare direttamente sul mare, ma gli orari di alta marea ce li hanno impediti. Facciamo tesoro di questo errore per non ripeterlo la prossima volta che andremo.

Il cartello con gli orari delle maree, in fondo l'isola di Cramond.

Il cartello con gli orari delle maree, in fondo l’isola di Cramond.

Ne abbiamo approfittato per fare una bella passeggiata nei dintorni. Già prima di arrivare alla spiaggia, abbiamo potuto apprezzare il Cramond Village, la parte più antica del sobborgo di Crammond e tenuta assai bene.

Ecco qualche foto:

Cramond Kirk

Cramond Kirk

L'inizio del Crammond Village

L’inizio del Crammond Village

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La passeggiata sul mare nel Cramond Village

La passeggiata sul mare nel Cramond Village

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La maggiorparte del nostro tempo l’abbiamo però speso dall’altra parte, ossia dove c’è il collegamento pedonale all’isola.

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Eleonora

Eleonora

Come potete notare, di sole non era rimasto nulla, non avevo scherzato -.-

Nel punto in cui c’era l’alta marea, ci sono delle scalette, ormai praticamente immerse visto che erano già diverse ore che non si poteva più camminare.

Il punto in cui l'alta marea rende impossibile proseguire

Il punto in cui l’alta marea rende impossibile proseguire

Gli orari differiscono in base al calendario, per cui conviene controllare sul sito quando non ci sono le alte maree (in inglese High Tide). Qui ad esempio vengono indicate quelle per la Cramond Island.

http://www.britishbeaches.info/cramond-city-of-edinburgh/weather-tides

Visto che ormai eravamo li abbiamo approfittato per fare una passeggiata sull’affollata (specialmente da famiglie e da persone che portano il cane a spasso) promenade che parte proprio da quel punto.

Ecco qualche altra foto dei posti visti:

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In futuro ci ritorneremo certamente, sperando di poter raggiungere l’isola!

“Ritratti del cinema italiano” – una mostra a Edimburgo

Riprendiamo a parlare di eventi in questo blog dopo che per un po’ di tempo abbiamo tralasciato l’argomento.
Oggi vorrei parlare di una mostra che si terrà tra pochi giorni a Edimburgo presso il Cafè Bar della storica Filmhouse (88 Lothian Road) e che riguarda molto da vicino l’Italia.
Lunedi infatti ci sarà l’inaugurazione di “Portraits of Italian Cinema”, mostra ideata dal Dottor Carlo Pirozzi dell’Università di St.Andrews e che vede tra gli organizzatori Anine Bösenberg (Illustratrice all’Edinburgh College of Art), Jonathan Gibbs (Programme Director in Illustration all’Edinburgh College of Art) e il Dottor Pasquale Iannone (University of Edinburgh).

La Locandina della Mostra

Sarà una mostra italo-scozzese, in quanto tra i ritratti presenti ci sono opere sia di studenti dell’Edinburgh College of Art, sia di artisti italiani residenti in Scozia. Tra questi possiamo annoverare la nostra Eleonora Scalise, autrice di un’opera che trae ispirazione dalla figura della nota attrice Gina Lollobrigida.

“Gina Lollobrigida” di Eleonora Scalise, acrilico su carta e carta riciclata (2014)

Il fil rouge della mostra – cha accompagna l’Italian Film Festival in Scotland 2014, che inizia proprio tra pochi giorni – è  il cinema italiano: ci saranno ritratti di vari attori e registi del presente e del passato ed essendo una mostra collettiva di sicuro l’originalità e la varietà degli stili colpiranno i visitatori.
Ecco un’altra opera presente della bravissima Martina Peluso, un’altra artista italiana residente in Scozia.

“Toni Servillo” di Martina Peluso (illustrazione), 2014

La mostra verrà inaugurata lunedi 3 alle ore 6.30pm presso il bar della Filmhouse e sarà visibile in anteprima già da domenica 2 fino a domenica 23 marzo. Tra i promotori della mostra c’è l’Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo, sempre molto attento alle realtà italane presenti oltremanica.
Noi ci saremo, e voi? 🙂

2 mesi dopo

Eccoci qua, due mesi abbondanti dopo l’ultimo post.
Che è successo? Nulla di che, semplicemente ci siamo un po’ appisolati e dato che di grosse novità non ce ne sono, il blog è scivolato via via nelle retrovie delle nostre gerarchie.
Ogni tanto ci contatta qualcuno che legge i nostri post e la cosa ci fa molto piacere, poi ci chiede di aggiornare le pagine ed è quello che vorrei fare ma… serve un vostro sostegno!
In che senso? Tranquilli non vi sto chiedendo soldi o – come va tanto di moda adesso – crowfundind, crowsourcing o cose simili.
Semplicemente ci siamo resi conto che di blog come il nostro ce ne sono parecchi, spesso molto curati e gestiti da persone che lo fanno come un vero e proprio lavoro, mentre per noi è stato solo un passatempo che col tempo è diventato – soprattutto in estate – anche un modo per far vivere alcune cose come il Fringe Festival anche a chi ci segue da lontano.

Dopo l’estate effettivamente abbiamo avuto un lungo periodo di stanchezza, dovuto un po’ all’assenza di novità importanti (purtroppo per il lavoro si fa fatica anche qui, ce ne siamo accorti sulle nostre spalle, c’è tantissima concorrenza per tutti i lavori più umili visto che Edimburgo ha avuto un’enorme incremento di immigrati specialmente dalla Spagna), un po’ perchè ripetere per l’ennesima volta cos’è il NiN e come si fa sinceramente ci andava poco.

Come potete aiutarci quindi? Chiedo a voi cosa vi interessa di più: argomenti, interessi, qualunque cosa vorreste vedere su questo blog. Finora è stata più che altro la narrazione dei nostri primi giorni qui in Scozia, col tempo il blog si è trasformato in un resoconto degli eventi culturali (con particolare interesse alla fotografia, visto che è il mio mestiere) e alle recensioni dei ristoranti di Eleonora.

Diteci voi cosa vi interesserebbe leggere e vedremo di approfondire alcuni argomenti 🙂
Grazie!

Povera Patria

Manca una settimana a Natale, ma qui a Edimburgo è Natale già da un pezzo.
La città si è riempita di mille luci e attrazioni, dai tradizionali mercatini tedeschi di Natale sotto la ruota panoramica in Princes Street, allo Star Flyer che svetta sulla tenda di Limbo e sul Carousel in St.Andrew’s Square. Nel frattempo i turisti aumentano e sarà così fino al punto massimo raggiunto a Capodanno 2014, con concerti e fuochi a volontà.

Nel frattempo, però, negli ultimi giorni ho avuto molti pensieri. Seguo sempre le vicende che colpiscono il nostro Paese e soffro, come moltissimi connazionali, per la situazione politico/sociale che l’Italia si è trovata ad affrontare negli ultimi anni.
Ho avuto modo di parlare con alcune persone negli ultimi giorni, italiani come me residenti qui a Edimburgo, e ho riscontrato in tutti noi la paura per un futuro dello scalcagnato stivale ignoto e un senso di colpa sempre vivo per non essere riusciti a dare e a fare abbastanza nel Paese, quando eravamo li.

Vedo le facce sempre più disilluse e preoccupate dei miei cari e dei miei amici su Skype, animate da un senso di impotenza senza precedenti, e al contempo sento un diverso ottimismo tra le persone che sono andate via per cercare di rifarsi una vita, che sia in UK o in America o in un altro posto non importa.
Sento che il nostro Paese ha ucciso ogni speranza…
Guardo alla mia esperienza, sebbene siano passati appena 8 mesi da quando timidamente mi sono affacciato a Edimburgo, e cerco di riflettere se sin qui ne sia valsa la pena: da un lato molto positiva, ho ritrovato certamente stimoli sopiti da tempo e sono contento di come funzionino molte cose qui, inoltre mi sono tolto diverse soddisfazioni…. dall’altro lato anche molte difficoltà, è vero, soprattutto per il discorso economico e di lavoro.
Edimburgo ormai non è più (o forse non è mai stata) un Eldorado, un posto dove chi arriva in 3 mesi diventa ricco e trovare lavoro è difficile come in tanti altri posti, perchè la concorrenza è alta anche per i lavori più umili, come il lavapiatti, il cameriere o il commesso.
Certo in Italia però ora come ora mi pare che la situazione sia veramente terribile e spesso fior fior di professionisti sono costretti ad umiliazioni lavorative ed economiche di cui nemmeno si rendono conto.

Io non sono un politico nè un economista e quindi non ho nessuna ricetta magica su come si possa uscire da questa situazione, però più modestamente credo che in Italia tutti quanti – tutti, anche io e anche voi che mi state leggendo – dovrebbero, visto il momento, lasciare perdere le ideologie, le dietrologie e le macchine del fango su questo o quel personaggio (che vanno tanto di moda in tutti gli schieramenti) e cercare ASSIEME di trovare un punto comune, un accordo per cercare di uscire – lo dico di nuovo – ASSIEME fuori da questo pantano in cui ci siamo ridotti.
I siti che su FB proliferano di mille e più “Svegliatevi” o “Quello che i media non vi dicono” servono davvero a poco, così come attaccare persone o movimenti per pregiudizio ideologico, da qualunque parte provenga (destra, sinistra, centro, grillini, berlusconiani, renziani, civatiani, forconi e le mille altre sigle che qui ometto). Quando dico che tutti possiamo fare un passo indietro e ragionare, senza puntare il dito verso qualcun altro ma cercando una soluzione comune, intendo davvero tutti: io penso che ci siamo resi conto che la situazione è uno schifo e non c’è bisogno di fare tanta propaganda ora, perchè è col lavoro di tutti quanti che remano nella stessa direzione che si può ottenere qualcosa, altrimenti si corre solo il rischio di giocare al tiro alla fune mentre i pezzi di questo stivale affondano.
Nel mio piccolo ogni giorno cerco di capire un differente punto di vista, di guardare le cose anche con gli occhi di chi la pensa in maniera opposta alla mia, a volte ci riesco e a volte no, però è uno sforzo che voglio continuare a fare.

Ho il timore che questa crisi abbia diviso ancora di più noi italiani, già profondamenti spaccati in genere. Ma è il senso di comunità che a mio modesto parere dobbiamo ritrovare, il senso di comunità che qui in UK funziona, il senso di comunità che abbiamo tra connazionali all’estero e che ci spinge a darci una mano, quando possibile, in nome di un “non so cosa, ma qualcosa” che ci unisce.
Un abbraccio alla mia cara Italia da Edimburgo.

PS: E’ il primo Natale che non faccio in compagnia dei miei genitori e di mia sorella e sarà per forza un Natale diverso. Spero allora che porti un po’ di serenità in tutti noi, soprattutto per qualcosa di concreto nel nuovo anno.

Haqs’, bangaldeshi & indian Cusine

Questo è il tipico posto che a vederlo da fuori non gli daresti una £.
Piccolo, bruttino, kitsch da morire, con adesivi e vetrofanie appiccicate in vetrina, fiori di plastica che si intravvedono sui tavoli.
Ed invece Haqs’ (prima o poi imparerò a pronunciare questo assurdo nome) vi lascerà inaspettatamente entusiasti.
Haqs’ è un bangaldeshi & indian restaurant, si trova al 4 Albert Place, sulla Leith Walk.
Non amo molto la cucina indiana, l’ho sempre trovata eccessivamente untuosa, sapori spesso mischiati tra di loro da non capire bene cosa si stia mangiando.
Haqs’ mi ha fatto cambiare decisamente opinione.
Ci siamo tornati l’altra sera perchè la prima volta mi era piaciuto veramente tanto e devo dire che non mi ha delusa neanche questa volta.
Il ristorante / takeaway è piccolino ci sono in totale più o meno 14 posti a sedere. E’ molto buffo, con panchine rivestite da stoffa rossa a pois bianchi dove la gente si siede per aspettare il cibo da portar via. Sui tavoli fiori di plastica viola, sui muri foto di posti lontani. Il personale è friendly and kind.

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La prima volta che ci son stata, presi King Prawn Puri, spese £ 4.45.
Purtroppo non ho le foto di questo very hop starter ma spero vi accontenterete della mia descrizione.
Meravigliosi gamberoni danzano in una “very hot” salsina di mango, e tante erbette profumate tra cui il coriandolo danno un tocco e un profumo in più a questo piatto. Ad accompagnare a braccetto i cari gamberoni il pan-fried puri, pane azzimo indiano non lievitato preparato con farina integrale e sale, steso e fritto in burro ghee o olio vegetale.
Ragazzi io sono calabrese, cresciuta a pane e peperoncino, il mio livello di resistenza al piccante è molto alto, però vi dico ATTENZIONE :D. Se ci sta scritto “very hot” credeteci. Questo piatto buonissimo e molto piccante merita di essere assaggiato.

Come la prima volta anche questa volta abbiam preso come starters l’immancabile Pane Poppadom con le varie salsine per accompagnarlo.
Il pane poppadom è un pane leggerissimo, sembrano tanti veli croccantissimi fatto con farina di ceci acqua e spezie varie e poi ovviamente fritto.
Abbiam preso due salsine, una più buona dell’altra.
La salsina Mango chutney, favolosa, cremosa, delicata, fresca, una vera goduria per il fortunato pane poppadum che si tuffa in essa.
Seconda salsina presa Spiced onions, anche qui che dire, esuberanti tocchettini di cipolla leggermete piccanti e speziati, altra vera goduria i vostri voraci palati, che non vorrebbero smettere mai di mangiare e sentir scrocchiare fra i denti il pane pappadom e le meravigliose salsine. Anche qui vi dico ATTENZIONE rischiate di diventare dipendenti :D.

Poppadom ....

Rob & Poppadom

Il pane poppadum a “foglio” – chiamiamolo così – costa £0,60, le salsine servite in delle ciotoline £ 0,50.

Roberto è andato più sul classico, sia la prima che la seconda volta ha preso il Kebab, small.
Ma small, per dire, visto che il pane strasbordava dal piatto, ricoperto da una montagnetta di carne, verdurine e insalatine varie.
Buono ragazzi, l’ho provato, e anche qui nessuna “caduta di bontà”, l’unica caduta l’ha fatta il povero Kebab nella pancia di Roberto.
Il pane soffice e gustoso, unito alla carne tenera e speziata, fanno di questo kebab un piatto ricco e gustoso.

Chicken Kebab

Il prezzo del Kebab small £ 3,95 per il Doner, per il chicken £ 4,50.

Per me invece Curry, Korma King Praw accompagnato da Pilau Rice. Si, anche questa volta pesce.
Questo piatto mi ha letterarmete trasportata in un altro mondo.
Korma King Praw, ovvero gamberoni in delicatissima salsa al cocco speziata, profumata, cremosa, da far toccare vette paradisiache ai tuoi sensi, che dire divina. Adoro il cocco nei piatti salati, e se poi ad accompagnarlo ci sono dei bei gamberoni bhe non potrei essere più felice.
Io per accompagnarlo ho preso del Rice Pilau, ovvero riso basmati saltato con dello zafferano e del ghee (burro indiano).
Accoppiata avvincente , vincente in tutti i sensi e per tutti i vostri sensi impigriti dal freddo di Edinburgh.

Korma King Praw & Pilau Rice

Volendo potete anche accompagnarlo con del pane Nan, pane lievitato di origine pachistana, cotto nei tipici forni detti Tandoor.
Roberto ne è ghiotto.
Potrete trovarne una vasta quantità e qualità.
Noi abbiam assaggiato Garlic Nan, Cheese Nan per £ 2,25 vi arriverà sul tavolo un bel pane caldo caldo, adatto ad accompagnare curry, carne pesce e verdure.

Cheese Nan

....
Per il mio Korma King Praw ho speso £ 9,45, per il riso pilau £ 2,25.
Totale del “bill” £ 20,95 incluse due coke.
Non servono alcolici e non potete neanche portarli voi da casa.
Ma questo sicuramente non sarà la ragione che vi impedirà di provare questo delizioso posticino.
Enjoy you meal .

Bonfire Night

Fuochi d'artificio su Calton Hill, a Edimburgo, durante la Bonfire Night.

Fuochi d’artificio su Calton Hill, a Edimburgo, durante la Bonfire Night.

E’ oltre un mese che non scriviamo su questo blog, un po’ perchè effettivamente grosse novità non ci sono state, un po’ anche perchè siamo stati in Italia per una settimana e questo ovviamente c’ha portato via del tempo.

In realtà qualcosa si è mosso: la mostra è andata molto bene, tant’è che a novembre la ripeteremo (un po’ ampliata) e ho aperto finalmente l’attività da fotografo freelance, spinto anche da un fisco molto più equo di quello che ho lasciato in Italia. Uno di questi giorni scriverò un post a riguardo.

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Intanto ieri era il 5 di novembre, che qui in Regno Unito significa “Bonfire Night”, ossia la notte dei fuochi. E’ una festa che per certi versi assomiglia un po’ a Capodanno, sebbene manchi del momento topico della mezzanotte, ma Edimburgo ieri sera era piena di fuochi d’artificio. La festa in realtà ricorda la mancata esplosione del parlamento inglese con l’arresto di Guy Fawkes (il famoso personaggio raccontato in V per Vendetta) nella famosa congiura delle polveri.

Bonfire

Per curiosità sono andato a Calton Hill a cercare di vedere i fuochi del Meadowsbank, i più famosi della serata nella capitale scozzese, che si tengono (a pagamento) nello stadio del Commonwealth, sulla strada che porta a Portobello. La posizione in cui mi trovavo non era eccellente (tutta esperienza per l’anno prossimo), anche per via dei tanti presenti, cosicchè mi sono limitato a far foto sulla collina con i tempi lunghi.

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Non sono certo paragonabili ai fuochi di fine Festival, ma l’atmosfera elettrica ha mitigato il freddo pungente… ebbene si, qui l’inverno è già arrivato e infatti non sono riuscito a resistere più di un’oretta! 🙂

Ecco altre tre foto della seratina…

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